VIDEO/ Alternanza scuola-lavoro, sciopero degli studenti avellinesi: “La protesta andrà avanti”

13 ottobre 2017

“Ci rubano il futuro? Noi ci liberiamo dal ricatto”.

Migliaia di studenti di tutt’Italia hanno scioperato stamane contro l’alternanza scuola-lavoro pronunciando questo slogan. Si tratta della Legge 107, la cosiddetta “Buona Scuola”, particolarmente osteggiata anche in Parlamento.

L’iniziativa è stata organizzata dall’Unione degli Studenti ed ha trovato il sostegno di molte altre sigle tra cui anche Link, il coordinamento universitario. Alla protesta contro l’obbligo dell’alternanza scuola-lavoro ha partecipato anche chi frequenta gli atenei e svolge tirocini formativi come previsto dalla Legge 196 del 24 giugno 1997 e dall’accordo Stato-Regioni del 24 gennaio 2013.

“Siamo gli stessi figli che, nati in una bolla precaria di vita, imparano cosa significa essere manodopera gratuita nelle mani delle grandi aziende: lo impariamo a partire dal terzo anno di scuola superiore con le 200 ore obbligatorie di alternanza per i licei e le 400 ore per gli istituti tecnici e professionali; lo impariamo a partire dalla divisione delle ore tra licei ed istituti che classifica ingiustamente gli indirizzi di studi; lo impariamo dall’assenza di tutele e di uno statuto dei diritti che garantisca qualità e gratuità dei percorsi di alternanza che intraprendiamo”, hanno spiegato i ragazzi dell’Unione degli studenti coordinati da Francesca Picci.

Sit-in anche ad Avellino con centinaia di studenti che hanno sfilato in corteo lungo il Corso di Avellino per dire no alla misura del governo.

“Il progetto non è in linea con il percorso di studi scolastici e impone un sacrificio del tempo libero in nome di una formazione che spesso nasconde sfruttamento e diventa strumento in mano alle imprese per cancellare posti di lavoro reali” – ha detto uno studente di Avellino durante il presidio a Piazza Libertà.

“Abbiamo fatto un dj-set per rivendicare come sia più istruttivo cantare una canzone o leggere un libro piuttosto che fare corsi malfatti” – ha tuonato uno degli organizzatori della manifestazione.

“La protesta andrà avanti – annunciano gli studenti irpini – finchè non verremo ascoltati.”