VIDEO e FOTO/ I 204 anni di storia dell’Arma, Cagnazzo: “Non abbasseremo mai la guardia. Sempre vicini ai cittadini”

5 giugno 2018

L’Arma dei Carabinieri ha celebrato oggi i suoi 204 anni di storia, sempre caratterizzata dall’incessante, silenzioso ed umile sacrificio di donne e uomini che donano la propria vita per salvaguardare la convivenza civile, soccorrere le popolazioni e ridare serenità e fiducia alla gente.

“Noi lavoriamo con passione, onore e fedeltà alle Istituzioni repubblicane per stare sempre più vicini ai cittadini. La nostra attenzione è sempre alta e non ci accontentiamo dei risultati ottenuti come la drastica diminuzione, di circa il 20 per cento, di reati come rapine, furti in abitazione ed estorsione”.

Queste le parole del Comandante Provinciale dei Carabinieri di Avellino, il Colonnello Massimo Cagnazzo, al termine della celebrazione del 204° anniversario di Fondazione dell’Arma. Un impegno, quello profuso dai carabinieri, costante e concreto. Vere e proprie sentinelle del territorio e punti di riferimento per ogni angolo della provincia.

Solo ieri, gli uomini dell’Arma, hanno scoperto ed arrestato a Domicella uno dei cento latitanti più pericolosi di Italia, legato al Clan Polverino.

Presenti alla cerimonia le Istituzioni: il sindaco di Avellino Paolo Foti, il Presidente della Provincia, Domenico Gambacorta, i deputati Michele Gubitosa e Cosimo Sibilia, Rosetta D’Amelio, Presidente del Consiglio regionale,  Nicola Mancino, Ciriaco De Mita e i rappresentanti sindacali.

“Importante è la sinergia non solo con le Istituzioni – dice il Colonnello – ma anche con la società civile affinché venga estirpato drasticamente il fenomeno dell’estorsione e dell’usura”.

E’ proprio a loro che il Comandante lancia il suo appello agli uomini e alle donne dell’Arma: “Siate consapevoli di non essere soli e di avere al vostro fianco il sostegno e l’affetto delle Istituzioni, della popolazione onesta, dei cittadini. Ricordate, tanto più grande sarà la fiducia riposta nell’Arma, tanto più saranno disponibili a segnalare e denunciare, magari trovando il coraggio e ribellandosi ad estorsori ed usurai.

Solo insieme possiamo concretizzare una efficace lotta alla criminalità ed essere pronti alle ulteriori prove che ancora ci attendono, per il contrasto ad ogni forma di prevaricazione e disonestà, al fine di dare la possibilità ai bambini di oggi di avere un futuro più sereno”.

La celebrazione ha avuto inizio con il rito solenne dell’alzabandiera per poi proseguire con la deposizione di una corona in onore ai Caduti e la lettura del messaggio del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e dell’Ordine del Giorno del Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri Gen. C.A. Giovanni Nistri.

E sono questi gli stessi valori che emergono dalle motivazioni delle ricompense consegnate, in primo luogo al Carabiniere Giuseppe Migliore, Medaglia d’Oro al Merito Civile alla Memoria, e ad altri militari della nostra provincia, particolarmente distintisi sia per le loro spiccate capacità professionali, ma soprattutto per il coraggio ed il grande senso del dovere e spirito di sacrificio evidenziati in situazioni di pericolo, anche a rischio di compromettere la propria incolumità.

Nel corso della cerimonia, il Comandante Provinciale, Colonnello Massimo Cagnazzo, ha evidenziato, con particolare forza, che sono i cittadini, in tutte le dimensioni in cui si realizza la loro personalità, il bene a cui le azioni e le energie dei Carabinieri sono rivolte.

Cittadini che sono essi stessi protagonisti di una sicurezza sempre più partecipata e condivisa.

E una speciale riflessione è stata rivolta ai proficui e prestigiosi risultati conseguiti nell’ultimo anno dai Carabinieri del Comando Provinciale di Avellino, che non solo hanno avuto anche grande risalto sugli organi di informazione ma che rappresentano la cartina al tornasole della “missione” dell’Arma, che è quella di proteggere, aiutare, sostenere i cittadini e contrastare ogni forma di illegalità.

Nel corso del suo intervento, il Colonnello Cagnazzo ha inoltre evidenziato la costante collaborazione con le altre Forze di Polizia, resa ancora più efficace dalla serena e sapiente azione di coordinamento del Prefetto, Eccellenza Maria Tirone, e dai rapporti di costante fattiva collaborazione con il Questore Luigi Botte, con il Comandante Provinciale della Guardia di Finanza Col. Gennaro Ottaiano, con il Comandante Provinciale dei Vigili del Fuoco, Rosa D’Eliseo, il Comandante della Polizia Municipale, Michele Arvonio e con le altre Forze di Polizia.

Dal punto di vista investigativo di fondamentale importanza è stata la piena sinergia con le Procure della Repubblica di Avellino, diretta dal dott. Rosario Cantelmo, e di Benevento, diretta dal dott. Aldo Policastro.

Il Comandante Provinciale ha altresì espresso a tutti gli ufficiali, luogotenenti, marescialli, brigadieri, appuntati e carabinieri il suo più vivo plauso ed il ringraziamento per il contribuito fornito con spirito di sacrificio, coraggio ed abnegazione in questo anno di intenso lavoro, esortandoli a continuare al fine di rendere sempre più sicuro il nostro territorio.

Durante la cerimonia il Colonnello Massimo Cagnazzo ha ricordato i Carabinieri recentemente scomparsi rivolgendo un caloroso abbraccio agli orfani, alle vedove ed ai parenti tutti dei militari caduti, i quali sono consapevoli di poter sempre contare sulla vicinanza di tutta la grande famiglia dell’Arma.

Un particolare saluto e ringraziamento è stato indirizzato ai rappresentanti dell’Associazione Nazionale Carabinieri, testimoni di continuità dei valori e della lunga tradizione dell’Arma.

“Oggi – ha evidenziato Cagnazzo durante il suo intervento – ricorre il 204° annuale di fondazione dell’Arma dei carabinieri. Un percorso storico – Istituzionale esteso su più di due secoli e che evidenzia l’indissolubile legame dell’Arma con il Paese.

L’Arma ha unito la sua storia con la storia d’Italia, della Repubblica e della Costituzione di cui, quest’anno, ricorre il 70° anniversario, impegnandosi a tenere sempre fede alle Istituzioni e a soccorrere i deboli e gli oppressi, in Italia come all’estero”.