Verso le regionali – La spaccatura nei Cinque Stelle tra la base ed i parlamentari

Verso le regionali – La spaccatura nei Cinque Stelle tra la base ed i parlamentari

3 febbraio 2020

Michele De Leo – Le prossime elezioni regionali in Campania saranno un appuntamento cruciale soprattutto per il Movimento Cinque Stelle. Il futuro di quella che – alle elezioni politiche del 4 marzo 2018 – è stata la prima forza del Paese rischia di dipendere dalla corsa verso palazzo Santa Lucia. Subire anche in Campania una scoppola come quella rimediata in Emilia Romagna e, soprattutto, in Calabria – in entrambe le Regioni non ha eletto alcun rappresentante – metterebbe a rischio pure la tenuta del movimento. E, stavolta, potrebbe avere ripercussioni pure a livello di Governo. L’assemblea di Napoli – convocata da quattro consiglieri regionali uscenti, tra cui la candidata presidente del 2015 Valeria Ciarambino – dimostra che la base è ancorata alle vecchie logiche di un movimento che si contrapponeva al sistema per cambiarlo e che non accetta patti con nessuno. La stragrande maggioranza degli attivisti chiede di confermare questa linea e di presentarsi al prossimo appuntamento elettorale in solitaria, senza accordi con altre forze politiche. Parole che hanno fatto gongolare la Ciarambino e gli altri consiglieri, il cui obiettivo – secondo i bene informati – sarebbe soprattutto quello di riconfermarsi. Un’intesa elettorale, però, non sarebbe affatto da escludere, anche se la chiusura resta netta nei confronti del Governatore uscente Vincenzo De Luca. “Un’analisi onesta – evidenzia il Presidente della Camera Roberto Fico attraverso un lungo post su Facebook a margine dell’assemblea di Napoli – deve riconoscere che, dopo i primi cinque anni di opposizione in Parlamento, con la responsabilità di un consenso importante che ci ha reso la prima forza del Paese, abbiamo scelto di esplorare possibilità mai considerate prima, andando a ricoprire cariche istituzionali e governando con i partiti che sono stati disponibili a condividere il nostro programma”. Fico si chiede, dunque, se le Regioni in cui si andrà al voto – essenzialmente la Campania – non possano seguito “il solco già tracciato al livello nazionale”. La terza carica dello Stato conferma che l’ipotesi di un’intesa resta concreta e attuale. “Senza ridurre la questione a un referendum sì/no – aggiunge il Presidente della Camera Fico – possiamo anche chiederci se sia possibile lanciare una proposta nel campo di altre forze politiche: mettiamo dei paletti, pretendiamo liste pulite, ragioniamo su un candidato di alto livello. Se la nostra sfida al rialzo viene accettata confrontiamoci senza paura. Se invece le condizioni non ci sono, andiamo da soli”.