Verona – Emulo del padre, massacra di botte la madre e la sorella

12 novembre 2012

Ariano Irpino – Meno di un mese fa l’arresto a Verona di un padre di famiglia 57enne – originario dell’Irpinia – ritenuto responsabile di percosse e maltrattamenti alla moglie e alla giovane figlia, con la complicità del figlio 24enne. Nelle ultime ore è finito in cella anche il figlio, rintracciato proprio ad Ariano Irpino e ritenuto responsabile di aver maltrattato la sorella e la madre, facendole oggetto di precosse, con pugni e schiaffi, anche sul volto, minacce e offese. Si chiude così l’ennesima triste pagina di violenza all’interno delle mura domestiche, che aveva visto protagonisti i componenti di un nucleo familiare irpino a Verona.

I fatti. Secondo quanto accertato dai militari di Verona e Avellino, il ragazzo 24enne – emulo del padre – minacciava e picchiava le donne di casa ogni qualvolta non si adeguavano alle sue richieste o volontà o quando chiedevano una sua collaborazione all’interno della casa e ciò perché convinto che i lavori domestici fossero per donne.
Il padre, meno di un mese fa, fu arrestato perchè si era scagliato dapprima contro la moglie ritenuta colpevole di non aver sbrigato le faccende domestiche a regola d’arte e poi, quando la figlia aveva provato a difendere la madre, aveva colpito la ragazza diciottenne, procurandole le fratture giudicate guaribili in 30 giorni.
La frattura della parete anteriore del seno mascellare con minimo affossamento dei frammenti ed emoseno, la linea di frattura del pavimento del seno mascellare sinistro e la frattura delle ossa proprie del naso subite dalla figlia, infatti, avevano spinto le donne a chiamare il 112.
I militari dell’Arma accertarono che le percosse, consistenti in calci e pugni, sarebbero andate avanti per circa 2 anni e che l’uomo da sempre aveva impedito alla moglie e alla figlia di invitare gente minacciando di ucciderle unitamente agli ospiti.
Proprio quell’ultima aggressione, era scaturita dal fatto che il figlio maschio avrebbe detto al padre di non voler aiutare le donne perché le faccende domestiche non lo riguardavano.

I carabinieri di Verona, da quel particolare, hanno avviato altri accertamenti; questa volta sul conto del figlio. Dalle indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Verona, è emerso che il ragazzo avrebbe avuto una personalità dominante sulla figura paterna, sul quale avrebbe esercitato una forza istigatrice dei comportamenti vessatori.
Il 24enne ogni qualvolta le donne di casa chiedevano aiuto per tenere l’appartamento in ordine avrebbe istigato il padre, dicendogli di non fornire collaborazione poiché le faccende domestiche sarebbero dovute essere svolte dalle donne; l’uomo a dire del figlio non si sarebbe dovuto far mettere i piedi in testa dalla moglie e dalla figlia.
Gli elementi raccolti durante le indagini hanno consentito al Pubblico Ministero di chiedere un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti del ragazzo che il Giudice per le Indagini Preliminari ha emesso.

I carabinieri di Verona, avendo avuto notizia che il ragazzo si trovava in Irpinia da parenti, hanno eseguito la misura con i colleghi di Ariano Irpino. Ora il ragazzo è nella casa circondariale del Tricolle.