Venti sì alle linee programmatiche di Festa, c’è anche Urciuoli. Ciampi: “Tradimento politico”

Venti sì alle linee programmatiche di Festa, c’è anche Urciuoli. Ciampi: “Tradimento politico”

31 luglio 2019

Il commento più duro, al momento, è dell’ex sindaco di Avellino. Vincenzo Ciampi parla di “tradimento politico” rispetto a quanto accaduto ieri durante il consiglio comunale. Nel corso del civico consesso, durato oltre sette ore, Luigi Urciuoli, capogruppo del MoVimento 5 Stelle, ha deciso di votare a favore delle linee programmatiche del sindaco Gianluca Festa. Ingrossando, di fatto, la maggioranza festiana che ha potuto così contare su 20 voti a favore. Nettamente contrario alla linea di Urciuoli il candidato sindaco del MoVimento, Ferdinando Picariello, che si è subito spostato tra i banchi dell’opposizione.

Vincenzo Ciampi ha così commentato su facebook: “Ieri, in Consiglio comunale, si è consumato un grave atto di “tradimento politico” della volontà, innanzitutto, dell’elettorato cinque stelle. Gli elettori cinque stelle hanno votato una visione, un’idea, un progetto politico nettamente alternativo a quello incarnato dal Sindaco Festa, erede ed interprete del sistema di potere (ex democristiani e piddino) che ha amministrato la città negli ultimi decenni con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti. Tradimento aggravato dal maldestro tentativo di giustificare un comportamento (votazione delle linee programmatiche) con una conseguenza profondamente “politica” (il passaggio nella maggioranza) sulla base di generiche promesse di impegno a realizzare qualche punto del proprio programma.
“Il fine giustifica i mezzi” di Machiavelli.Ma ieri, comunque, si è fatto chiarezza”.

“I cittadini avellinesi – chiude Ciampi – hanno capito chi vuole essere “maggioranza” a tutti i costi e a dispetto e contro la volontà popolare emersa a seguito di una consultazione democratica. (L’opposizione sarebbe una perdita di tempo: viva la democrazia!!!). Quando i cittadini ti pongono in “minoranza” non puoi passare in “maggioranza”, altrimenti sei un “traditore politico”. E oggi, con profonda amarezza, mi sento un elettore tradito”.