VD/Tavella (CGIL): “Sulla sanità e i trasporti siamo allo sfascio”

12 giugno 2014

“L’ Irpinia così come tutte le aree interne soffre di una condizione di disastro che riguarda il Mezzogiorno tutto. Nell’ultimo anno si sono persi 200mila posti di lavoro e la Campania da sola ne perde 50mila, il 25 per cento della perdita complessiva”.
E’ il commento del segretario regionale della Cgil Franco Tavella che a margine del direttivo provinciale del sindacato, ha colto l’occasione per riflettere sulle vertenze che affliggono l’Irpinia e la Campania a causa di una politica regionale che secondo il sindacalista ha grosse responsabilità.
Entrando nel merito, sulla sanità Tavella ha rimarcato l’urgenza di un piano ospedaliero che tuteli la salute dei cittadini. “Siamo allo sfascio. In Campania la sanità non soddisfa l’assistenza minima, nonostante paghiamo uno dei ticket più alti d’Italia. Dobbiamo iniziare a ragionare sull’abolizione del ticket, perché di questo passo con il blocco dei turn over e l’invecchiamento del personale viene meno la qualità e la gente preferisce andarsi a curare fuori. Dobbiamo creare la possibilità affinché gli ospedali siano in grado di accogliere le emergenze dei cittadini. Purtroppo questo disastro è dovuto dall’incidenza di una politica devastante che ha privilegiato il consenso politico rispetto alla qualità della sanità stessa”.
Tavella è duro anche sulla strategia adottata dall’assessore Sergio Vetrella sul piano trasporti: “Come si ricorderà da tempo abbiamo chiesto a Vetrella di fare un passo indietro: le aziende pubbliche infatti continuano a fallire e alcune lavorano senza certificazione antimafia. E’ un fallimento emblematico di cui l’assessore ha sicuramente qualche responsabilità”.
Unica nota positiva la vertenza Irisbus che si avvia verso un esito definitivo: “Per l’azienda di Flumeri si riapre uno spiraglio, l’ultimo incontro al Mise ha finalmente delineato una prospettiva sulla ripresa dei lavori e dell’occupazione. Se così sarà mi auguro sia l’inizio di un circuito virtuoso per riaprire la cultura industriale in questa provincia”.