VD/Primo anno di Foti tra Ato e strappi interni. Parte la II fase

23 luglio 2014

A poco più di un anno dall’inizio del suo mandato, il sindaco di Avellino Paolo Foti tira le file e fa una sua personale analisi di quanto fatto fino ad ora.
Un percorso amministrativo che ha dovuto incassare sconfitte e difficoltà, tra queste come non citare la scia di polemiche scaturite dall’Ato Rifiuti e dal Piano di Zona, due argomenti che per il primo cittadino sono strettamente collegati.
“Quella dell’Ato – esordisce Foti – è una vicenda singolare che se focalizziamo per bene, notiamo che gli attori intervenuti sono gli stessi del Piano di Zona sociale. Dunque gli interessi partono da lontano, infatti trovo molto strano che il sindaco di Roccabascerana, Saverio Russo, il 7 maggio firma la convenzione salvo poi sollevare questione in aula. Questo comportamento mi ha spinto a scrivere al presidente della giunta regionale per nominare il commissario ad acta”.
Della bufera scatenata dall’Ato non è però immune il consiglio comunale, parte dell’opposizione e della maggioranza infatti avevano chiesto a Paolo Foti di rinunciare alla guida dell’Ente per senso di responsabilità nei confronti della città. Ma proprio la responsabilità ha spinto il sindaco ad accettare l’indicazione pervenuta dal Partito Democratico e da quell’accordo passato agli onori delle cronache come di larghe intese. “Chi mi conosce sa bene che non mi candido a posti di potere. Se accetterò questo incarico è perché sulla mia persona c’è la totale condivisione che non deve venire solo dai partiti, ma prima di tutto dai sindaci del territorio. La presidenza dell’Ato è un incarico di grandissima responsabilità che accolgo per un interesse più alto rispetto al potere personale: la tutela di questa vicenda per le difficoltà che sussistono in materia di rifiuti”.
Sul ciclo integrato dei rifiuti il comune capoluogo occupa un ruolo di primo piano essendo impegnato per una spesa di 14milioni di euro l’anno. “È una partita maleodorante e difficile da gestire. Questa alzata di scudi all’interno del consiglio e fuori, mi fa presupporre che qualcuno è preoccupato che Foti possa andare a toccare nel dettaglio e nel concreto interessi poco chiari”. Il primo cittadino fa chiaramente menzione dei rapporti che spesso intercorrono tra la malavita e la gestione rifiuti: “Dobbiamo dare atto ad Irpiniambiente che in questi anni è riuscita a tenere fuori le organizzazioni criminali che da sempre fanno affari d’oro con l’immondizia. Va detto però che sono mancati da parte della società gli investimenti. Irpiniambiente non ha speso un euro e per questo se un sindaco deve salvaguardare efficienza, efficacia e economicità, bisogna delineare un sistema che integri il pubblico con il privato”.
Per il numero uno di Palazzo di Città la questione Ato è stata l’occasione per bacchettare ancora una volta i dirigenti comunali: “Nel corso dell’assemblea poi rinviata ho dovuto censurare la segreteria generale. Purtroppo a causa della burocrazia siamo indietro con la riforma della macchina amministrativa, ma sarà mia premura ‘discernere il grano dal miglio’ valorizzando le risorse di questo comune e suscitando lo stesso interesse in quella parte meno reattiva”.
Ma le difficoltà che in questo anno si sono rovesciate sopra al sindaco vanno ben oltre la macchina amministrativa. Al ritorno dalle vacanze Paolo Foti prima che con l’opposizione, dovrà fare i conti con la sua stessa maggioranza che da tempo rivendica un cambio di passo nell’interesse di una città in preda all’immobilismo. “Agosto per me sarà un momento di riflessione per capire come iniziare la seconda fase della mia attività amministrativa. Certo non concederò più buonismo e generosità. Sono stanco di inesauribili consigli comunali dove assistiamo a tatticismi politici invece di affrontare le questioni politiche. Io ho da tutelare gli interessi della città il resto non mi interessa”.
Paolo Foti resta vago sulle sue prossime mosse e sul rapporto che intende instaurare con i dissidenti. “Sarà solo nelle mie prerogative decidere gli indirizzi da dare alla seconda fase della legislatura. Sicuramente ho il dovere di confrontarmi con la maggioranza e condividere con essa programmi e azioni”.
Infine conclude con un auspicio: “Spero che si possano risolvere presto le tensioni interne al Pd che sempre si ripercuotono all’interno del consiglio comunale. In questo modo daremo anche una forte accelerata alla vita amministrativa”. (di Rosa Iandiorio)