VD/Piazza Libertà, Genovese: “Soprintendenza rispetti gli indirizzi”

15 luglio 2014

La fontana di Piazza Libertà continua a creare problemi al progetto di restyling presentato dall’Assessore all’urbanistica Roberto Vancaore.
La Soprintendenza ai Beni Archeologici ancora una volta ha mosso una serie di dubbi che rischiano di bloccare le autorizzazioni per l’avvio dei lavori di riqualificazione. In soldoni l’architetto Sandro De Rosa, funzionario delegato dal sovrintendente Gennaro Miccio ha sollevato perplessità sulla collocazione della fontana in cemento armato edificata negli anni sessanta dall’allora sindaco Michelangelo Nicoletti. Proprio la struttura era stata oggetto del braccio di ferro tra l’amministrazione e i componenti delle commissioni urbanistica, lavori pubblici e mobilità, le quali avevano bocciato il progetto di Vanacore chiedendone alcune modifiche essenziali per l’approvazione.
“Le dichiarazioni di Miccio mi lasciano perplesso – esordisce Genovese, presidente commissione Urbanistica – Vanno bene le norme imposte dalla Soprintendenza, ma noi chiediamo il rispetto degli indirizzi dettati dal consiglio comunale. D’altronde quella fontana è stata edificata negli anni ’60 e non credo abbia una grande rilevanza storica”.
Come è ormai noto parte della maggioranza chiede che Piazza Libertà sia riqualificata secondo il dipinto di Cesare Uva, quindi mantenendo in vita l’asse di collocamento che da Corso Vittorio Emanuele porta a via Nappi. Asse al momento intralciato dalla fontana in questione. “Questa è la volontà dei cittadini – aggiunge Genovese – in questo modo non si va a stravolgere il progetto, ma semplicemente vengono mossi dei rilievi che renderanno la Piazza fruibile da tutti”.
Intanto i lavori di restyling sarebbero dovuti partire entro fine luglio, ma le polemiche e i vincoli posti dalla Soprintendenza hanno inevitabilmente fatto dilatare i tempi a data da destinarsi: “I lavori purtroppo non partiranno per il momento – conclude il presidente della commissione urbanistica – ma non a causa dei consiglieri, piuttosto di chi doveva redarre un progetto condiviso e non c’è riuscito”. (di Rosa Iandiorio)

(di seguito l’intervento di Genovese)