VD/Bianchino: “Io iscritto Pd, non a corrente. No a Giunta tecnica”

4 giugno 2014

Montoro – “Abbiamo stretto un accordo con tutti i montoresi al secondo turno e per questo non saremo mai soli”. Mario Bianchino, candidato a sindaco a Montoro, tira la volata finale della sua coalizione per il ballottaggio che domenica porterà all’elezione del primo sindaco della riunita realtà territoriale alle porte dell’Irpinia. “Il nostro disegno politico è chiaro e condiviso tra diversi soggetti, democratici, ambientalisti, SeL e altri movimenti – spiega Bianchino – Su questa base programmatica, abbiamo ottenuto ampi consensi al primo turno e solo a causa della fisiologia del sistema elettorale non siamo riusciti a raggiungere il 50%+1 degli elettori. Domenica non ripartiamo da zero, la gente ha già voluto dare al primo turno un orientamento ben deciso, premiandoci in ogni frazione, superando un certo ceto dirigente”.

L’apparentamento di Carratù. Avversario di Bianchino sarà Salvatore Carratù, l’ultimo sindaco di Montoro ‘ex’ Inferiore, che per il secondo turno ha scelto l’apparentamento con Girolamo Giaquinto, figura di riferimento per l’area dei moderati nella Valle dell’Irno e nel montorese-solofrano. Ma Bianchino boccia senza se e senza ma l’accordo: “E’ stato siglato un apparentamento all’ultimo secondo tra un candidato sindaco che è anche vice coordinatore provinciale di una ben nota forza politica (Giaquinto di Forza Italia, ndr) e un altro candidato sindaco (Carratù, ndr) che nelle settimane precedenti aveva sempre ripetuto che era impossibile l’ipotesi dell’eventuale accordo che oggi si è realizzato”.

I rapporti col Pd. Sullo sfondo, resta il nodo relativo alla posizione della segreteria provinciale del Pd, di cui Carratù (presidente del Piano di Zona ex A/6 che vede nel coordinatore provinciale del Pd, Carmine De Blasio, il direttore generale) è riferimento per l’area. Bianchino, in questo senso, prova a fare chiarezza: “Non possiamo immaginare che un grande partito come il Pd possa vivere momenti di tensione rispetto alle strumentalità che nascono dalla dialettica interna. Io sono un iscritto al Pd, non ad una corrente dello stesso. Credo che il partito si sia pronunciato in via definitiva: il segretario provinciale (De Blasio, ndr) ha detto con chiarezza che non può riconoscere l’accordo sottoscritto dal mio avversari e collega di partito”.

”Giunta tecnica? No, grazie”. “La mia storia professionale e personale mi porterebbe a dire di propendere per una Giunta di struttura ma non è così. Chi governa deve sentire i passi della sua comunità. Questo concetto, riportato anche in altri Enti dove immaginano soluzioni diverse (e qui il riferimento indiretto è alla questione del rimpasto ad Avellino, ndr) esplica in maniera chiara che dove non c’è un raccordo forte tra chi vive la comunità, con le sue ansie e le sue attese, e chi governa, lì si crea una frattura che poi la politica stessa dovrà risanare. Noi non faremo questo errore”, conclude Bianchino.
(di Antonio Pirolo)

(di seguito la video intervista integrale a Bianchino)