VD/ATO, Festa: “Pd ha fallito. Non sono candidabile alla presidenza”

29 luglio 2014

“Credo che quello di Foti sia stato un gesto di responsabilità. Il sindaco ha compreso le ragioni alla base della nostra richiesta, ovvero la necessità di concentrarsi prevalentemente sulle questioni del Comune di Avellino che in questo momento vive un periodo di grande difficoltà e quindi di svolgere a pieno il ruolo per cui è stato eletto dai cittadini”.
Gianluca Festa commenta con soddisfazione la decisione presa dal primo cittadino di rinunciare ufficialmente alla guida dell’Ato Rifiuti. Un gesto quello di Foti che incontra il consenso degli scontenti della sua maggioranza che insieme all’opposizione avevano più volte mostrato il proprio malcontento verso una scelta presa dal Partito Democratico adottando la linea delle larghe intese.
“Il segretario del Pd – dichiara Festa – ha gestito male la vicenda, non ha mai convocato una direzione per parlare di larghe intese, salvo poi dire che aveva ascoltato i sindaci. Il partito deve dare la propria linea, poi i sindaci casomai si adeguano dopo aver avuto un confronto col partito. Ma questo confronto non è mai avvenuto. Forse Foti ha pagato politicamente questo cattivo approccio della questione che non ha parlato mai di obiettivi. Qualcuno forse ha avuto troppa fretta di posizionare poltrone”.
Per Festa l’epilogo del caso Ato rappresenta l’ ennesima sconfitta incassata da Carmine De Blasio: “Una linea fallimentare quella del segretario che non ha mai coinvolto tutto il partito nonostante ha vinto il congresso col 53% dei tesserati. Questa lezione politica serva a chi ha commesso errori fino ad oggi, quindi al segretario e chi gli dà consigli”.
Se da un lato Foti dà forfait per la presidenza dell’Ato, dall’altro l’ente va necessariamente costituito. Dunque i giochi si riaprono, ma il consigliere comunale già tiene a precisare che non rientra tra le sue ambizioni ricoprire un tale incarico. “La situazione per me è molto chiara, il comune capoluogo deve esprimere il presidente, quindi escluso Gianluca Festa che non è interessato, va individuato all’interno del comune capoluogo il nome in grado di rivestire quel ruolo. Se il segretario non difenderà questa scelta vuol dire che questa scelta non c’è mai stata, piuttosto sussistevano logiche di altro tipo”.
Rifiutare la presidenza dell’Ato per Gianluca Festa vuol dire portare avanti una battaglia democratica, in cui quello che conta è la credibilità: “In questi anni ho dimostrato di avere delle competenze in materia di rifiuti, però quando si fa una battaglia di libertà contro l’establishment e contro una gestione unilaterale degli enti si paga un prezzo, il prezzo di non potersi proporre e di non poter essere proposto. Sarei poco credibile se accettassi questa proposta che da qualche parte pure c’è stata, perché è mio costume candidarmi laddove va scritto il mio nome sulla scheda e quindi ad esempio alle prossime competizioni provinciali”. (di Rosa Iandiorio)

(di seguito la video intervista completa a Gianluca Festa)