VD/ Carratù: “Primo turno ha diviso, puntiamo a coinvolgere tutti”

4 giugno 2014

Montoro – Il matrimonio ‘politico’ che al ballottaggio di Montoro vedrà insieme il candidato sindaco Salvatore Carratù (Pd) e le liste collegate a Girolamo Giaquinto (riferimento provinciale di Forza Italia) non ha mancato di sollevare reazioni e commenti. L’ultimo inquilino dell’ex Convento Agostiniano di Piano – sede dell’Ente Comune – però sgombra il campo da polemiche e spiega: “Ritengo che la nostra sia stata la scelta più giusta per il territorio, la più idonea per consentire a tutti di allargare la base del consenso. Il risultato del primo turno ha diviso la popolazione in più parti. Esiste una ampia base che va coinvolta e che non può essere esclusa”.

Ancora: “È la prima volta che a Montoro si vota col nuovo sistema elettorale. Il Pd si è sempre tenuto fuori dalla competizione elettorale. Se avessimo voluto coinvolgere il partito avremmo dovuto farlo molto tempo prima. Il Comune di Montoro è nato a dicembre, oggi stiamo vivendo una fase che possiamo considerare ancora costituente e questo fattore mi ha convinto ad allargare la base popolare. Dobbiamo coinvolgere tutti, dalle parti sociali, a quelle politiche, sindacali e professionali, così da partecipare insieme alla costruzione della nascita della nuova Montoro”.

L’avversario, Mario Bianchino, ha sfiorato quota 40% al primo turno. “Siamo persone diverse – spiega Carratù – da parte mia c’è sempre stata massima disponibilità all’ascolto. Abbiamo davanti un percorso in salita ma non abbiamo timore di affrontarlo”.

“Ci sarà tanto da fare – conclude Carratù – Tra i primi obiettivi ci sarà quello di rendere idonei gli edifici scolastici con l’impegno e la volontà che abbiamo già messo in campo con ottimi risultati nelle frazioni di Montoro Inferiore. Ora occorre estenderlo anche alle altre frazioni. E poi, indirizzeremo i nostri sforzi per una politica di bilancio che sia più attenta ai nuovi trasferimenti dello Stato, daremo attenzione ai giovani e alle fasce più disagiate e provvederemo a una burocrazia più snella, che non sia di apparato ma che si apra anche all’esterno”.

(di seguito l’intervista a Carratù)