Vallata – Zecchino: “Il terremoto si vince unendosi”

22 novembre 2010

Ha segnato il passo agli ultimi trent’anni di storia irpina. L’occasione di discussione sul sisma del 1980 è stata fornita dalla presentazione di “Tensioni”, opera commemorativa per il trentennale del terremoto dell’autore Battista Marello. La manifestazione, che si è svolta presso la Parrocchia di S. Bartolomeo Apostolo a Vallata, è stata organizzata dal Comune, nella persona del sindaco Francescantonio Zamarra, e dalla Diocesi di Ariano Irpino ed ha visto la partecipazione, oltre che della locale Parrocchia rappresentata da Don Gerardo Ruberto, anche di tutti i sindaci e gli amministratori che dal 1980 ad oggi si sono succeduti alla guida delle comunità. Al dibattito, che partendo dall’arte ha spaziato su vari temi quali la politica e lo sviluppo, hanno preso parte, inoltre, il Vescovo di Ariano Irpino, Mons. Giovanni D’Alise, il consigliere provinciale Carmine Casarella e l’ex consigliere regionale Mario Sena. Le conclusioni, di fronte ad una platea folta ed interessata, sono state affidate al consigliere regionale Ettore Zecchino. “Un’iniziativa vincente – ha esordito l’esponente irpino di Palazzo Santa Lucia -. Il terremoto si vince unendosi. E’ solo con l’unità, anche politica, che ci si può salvare. La simbiosi organizzativa con la diocesi, che ha caratterizzato lo svolgimento di questo convegno, è beneaugurate, così come lo è lo sforzo umano, e mi rivolgo agli ex sindaci qui presenti, di superare i diverbi e lanciare un sincero messaggio di unità capace di strutturare una comunità pronta a resistere a grandi problemi e nuove emergenze. Per questo ritengo che il discorso dell’unione dei Comuni della Baronia vada portato avanti con forza. Questa parte del territorio dovrà essere sempre più progettualmente compatta per resistere alla malabestia del napolicentrismo che a volte stimola in noi tentazioni secessionistiche. La Baronia si presta a questo tipo di difesa ad oltranza ed un valore del genere andrebbe tutelato e rafforzato in maniera tale che il disegno del Parco possa trasformarsi in progettualità vera e non solo facile slogan da campagna elettorale. Per guardare avanti con fiducia occorre osservare con occhio critico e propositivo anche agli errori del passato. L’impegno, ma soprattutto il cuore, messi in campo dai politici locali e nazionali nel periodo post sisma devono rappresentare lo sprone da cui partire per proiettarsi in un futuro che per forza di cose dovrà rispondere ad esigenze, problemi ed emergenze diverse da quelle di 30 anni fa. Le strategie di allora sono state intelligenti ma forse troppo futuristiche, per questo quella visione oggi segna il passo. Di conseguenza è opportuno salvare ciò che già esiste in Alta Irpinia, le aree industriali per esempio, senza lasciare la polpa alle grandi industrie del nord. Si potrebbe, tanto per restare in tema, implementare un’energia alternativa molto più aderente al territorio per evitare gli errori del passato. Dagli anni ’80 ad oggi, inoltre, consentitemi una certa vanteria ufitana per l’istituzione, caparbiamente voluta da una classe politica seria e avveduta, dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia di Grottaminarda che nasce con il chiaro intento di prevenire un avversario forte e impietoso come il sisma. La prevenzione, anche scientifica – cioè la conoscenza dell’evento e la conseguente diffusione di una seria cultura antisismica basata proprio sul concetto di prevenzione – rappresenta l’unica arma in grado di fronteggiare la forza della natura. E poi non dimentichiamo l’unico effetto collaterale positivo del terremoto del 1980: la nascita della Protezione Civile. Di fronte a queste piccole, gradi conquiste non possiamo che esprimere un certo compiacimento per aver assimilato una nuova chiave di lettura e una diversa soluzione al problema del terremoto. In contesti del genere, che coinvolgono la collettività in ogni sua sfaccettatura, l’arte gioca un ruolo fondamentale. Aiuta a capire, spiegare e superare. Punta ad esprimere l’indicibile. Ci fa comprendere ed è spunto per uno scatto di orgoglio. Per questo dobbiamo cogliere al volo l’occasione per ripartire, lancia in resta, verso una battaglia coadiuvata dalla fede cattolica”.


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