“New York è una città magica. In Irpinia una società che non premia chi lavora duro”

“New York è una città magica. In Irpinia una società che non premia chi lavora duro”

29 gennaio 2016

Pasquale Manganiello – “A New York si va sempre a mille ma questa, a differenza di quanto persiste in Irpinia ed in Italia, è una società che premia chi lavora duro”.

Valentino Sole, nato ad Avellino e cresciuto ad Atripalda, fino all’età di 19 anni ha sempre vissuto nell’avellinese, ma già subito dopo il liceo ha prospettato il desiderio di voler andar via e di fare nuove esperienze lontano dall’Irpinia.

“La realtà avellinese, quella della piccola città, mi è sempre stata un pò stretta – racconta Valentino ad Irpinianews – ho studiato giurisprudenza presso l’Università di Perugia dove mi sono laureato e dove, durante il periodo degli studi universitari, ho gestito ed organizzato vari eventi per gli stranieri che venivano a studiare l’italiano nel nostro Paese.

Valentino Sole

Valentino Sole

Nel frattempo, durante questo periodo di studi, ho avuto la possibilità di poter viaggiare tanto in Europa e stare a contatto con culture di diversi Paesi. Dopo la laurea ho deciso di continuare gli studi negli Stati Uniti per poter coronare il mio sogno di lavorare nel campo del diritto commerciale internazionale in uno studio a New York e, facilitato anche dal fatto di avere la doppia cittadinanza con passaporto americano, non ho esitato a prendere questa decisione. Arrivato a NY mi sono subito dato da fare e sono stato accettato presso una delle law school di NYC, la Fordham University, dove ho fatto un master in Corporate law and International business transaction e nello stesso anno ho anche fatto uno stage e lavorato presso la EEOC (Equal Employment Opportunity Commission) che è un ufficio federale che si occupa di mediazioni commerciali internazionali. Finito il mio anno di università e perseguito il master sono stato selezionato presso un grosso studio americano di diritto internazionale, Sullivan&Cromwell, con cui ho lavorato per circa 4 mesi.

Subito dopo ho cambiato ed ho iniziato a lavorare presso uno studio italiano con sede a NYC di nome Paterno&Associates of Counsel che si occupa di Corporate law – Immigration Law – Business Law, presso il quale lavoro tuttora. Attualmente mi sto preparando per poter fare il NY bar Exam che sarebbe l’equivalente del nostro esame di stato per avvocatura, il progetto è di conseguire l’abilitazione ed essere avvocato qui in America.”

Com’è la tua vita a New York?

“A New York si lavora molto e si va sempre a mille, si vive su ritmi altissimi. E’ un’esistenza molto frenetica che richiede un dispendio di energie notevole. E’ una vita, quella di Manhattan, molto focalizzata sul lavoro e sul network. Oltre al lavoro nello studio legale che mi occupa molte ore della giornata, durante la mia settimana tipo frequento molti eventi di professionisti, associazioni e comunità che di continuo organizzano manifestazioni di networking in location molto prestigiose di Manhattan. Tutto questo mi dà la possibilità di confrontarmi e stare in contatto con professionisti di tutto il mondo che lavorano qui a NY.

new york italiansInoltre sono un membro del board-organizzativo di un associazione di italo-americani che si chiama NYITALIANS, che vanta oltre 25000 membri nell’area newyorkese. Questa associazione si occupa di organizzare vari eventi per poter far conoscere e pubblicizzare all’estero le eccellenze italiane oltre a raduni tematici di italiani che lavorano e vivono a NY. Sono quindi molto partecipe all’interno della comunità di italiani in questa città. Nel tempo libero mi piace esplorare la città, ristoranti, musei. NY è una città magica che propone un portfolio di eventi, locali, musei non indifferente: diciamo che non mi annoio!”

Proprio in questo periodo gli States sono stati investiti da abbondanti nevicate e da un’ondata di gelo artico…

“Il freddo polare non è stato d’impatto negativo e non ha causato molti disagi. La tempesta Jonas ha portato molta neve ed è stata ripresa e pubblicizzata un pò da tutti i media globali ma, rispetto al freddo e le nevicate continue che si sono avute lo scorso inverno, questa tempesta ha creato sicuramente meno disagi alla popolazione, anche perchè è durata solo 24 ore. Il giorno successivo le strade sono state tutte sgomberate immediatamente dai mezzi che operavano in modo continuo, quindi a Manhattan, dove io vivo, non si sono avvertiti molti disagi. Inoltre è stata una perturbazione che ha colpito gli States nel weekend: molte persone, non costrette ad uscire per andare a lavorare, sono rimaste volentieri a casa quei due giorni.”

Cosa ti manca dell’Irpinia?

“Dell’Irpinia mi manca senz’altro la famiglia, gli amici, i sapori ed odori dei paesaggi della mia terra. Mi mancano le mie radici. Al momento, però, mi trovo molto bene negli Stati Uniti quindi non credo di tornare almeno nel futuro prossimo”.

Cosa ti ha spinto ad intraprendere questa avventura in America?

“Uno dei fattori che mi ha spinto a volare oltroceano è stata senz’altro la crisi economica che l’Italia e l’Europa stanno affrontando, ma soprattutto il blocco e la staticità mentale nell’ambito lavorativo contro cui noi giovani siamo costretti a lottare per poter emergere nella società e poterci realizzare. In Italia si dà troppo poco spazio ai giovani e ad idee nuove, il vecchio ed il marcio prevalgono a discapito delle persone e delle eccellenze che realmente valgono. E’ una societa che non sempre premia e fa emergere il migliore. Un pò per questa staticità sociale, un pò per il fatto di avere parte della mia famiglia che vive negli Stati Uniti, ho deciso di provare a coronare il mio sogno e poter lavorare in uno studio newyorkese”.

Secondo il tuo punto di vista cosa accomuna gli italiani all’estero?

“La cosa che accomuna gli italiani all’estero, per quanto riguarda la mia generazione, è sicuramente la voglia di imporsi e di mettersi in gioco. Quindi il desiderio di sfondare nel mondo del lavoro, di fare sacrifici per poter arrivare a dei risultati che in Italia sarebbero difficilmente raggiungibili, anche perchè qui in America il duro lavoro, le capacità e la serietà vengono premiati.  E’ anche molto stimolante perchè sai che con i sacrifici puoi ottenere degli ottimi risultati.

Un altro punto che accomuna gli italiani all’estero è la nostalgia della cucina, dei bellissimi paesaggi e del life-style italiano, anche se, dal mio punto di vista, vivere a NY è senz’altro una delle esperienze più favolose che si possano fare”.