Uranio impoverito, Carlo Sibilia interroga il governo

Uranio impoverito, Carlo Sibilia interroga il governo

20 gennaio 2016

Il deputato del Movimento 5 Stelle, Carlo Sibilia, fa sapere di aver depositato un’interrogazione ai Ministri della Difesa, del Lavoro, della Salute e dell’Interno per approfondire i recenti casi di decessi di militari italiani dovuti all’esposizione all’uranio impoverito.

In poche settimane – commenta il parlamentare avellinese – abbiamo dovuto registrare la morte di altri 4 rappresentanti delle nostre Forze dell’Ordine che, nel corso delle missioni all’estero, sono venuti in contatto con questa che è una sostanza altamente nociva per la salute dell’uomo. Voglio ricordare i loro nomi perché non devono essere velocemente dimenticati: Danise, Aufiero, Passeri e Cipriani. A questo triste elenco, negli ultimi giorni, si è aggiunta un’altra vittima, Stefania Stellaccio, una soldatessa di Salerno di appena 31 anni”.

Tante purtroppo sono già le perdite: 324 secondo l’Osservatorio militare, mentre i malati sono oltre 3700. Chi si ammala deve combattere non solo contro un male terribile, ma anche con la burocrazia per ottenere il riconoscimento della pensione che rappresenta uno strumento di serenità e di garanzia per le cure mediche e la propria famiglia” – commenta Sibilia, che aggiunge: “Con il nostro atto di sindacato ispettivo vogliamo sapere se sia già stato attribuito il riconoscimento di ‘vittime del dovere’ e se sia stato regolato il trattamento pensionistico per i defunti Aufiero, Passeri e Cipriani , nonché come il Governo intenda comportarsi in relazione ai militari affetti da patologie riconducibili all’uranio impoverito”.

“Fermo restando che il Movimento 5 Stelle, da sempre, si batte per il ritiro del nostro contingente militare dagli scenari internazionali di guerra, altro che missioni di pace, chiediamo quali iniziative il Governo intenda adottare in materia di prevenzione delle patologie tumorali connesse all’uranio impoverito per i militari italiani che prestano servizio nei Paesi a rischio di esposizione. La salute e la vita umana sono diritti essenziali garantiti dalla nostra Costituzione che uno Stato deve tutelare sempre”.