Unioni civili, Mele: “Siamo un Paese ostile alle felicità altrui

Unioni civili, Mele: “Siamo un Paese ostile alle felicità altrui

3 febbraio 2016

Di seguito la nota dell’Assessore alle pari opportunità del Comune di Avellino, Teresa Mele, in merito al disegno di legge sui diritti civili:

“Negli ultimi trent’anni, si sono sviluppati accanto alla famiglia tradizionale, fondata sul matrimonio, soprattutto dopo l’approvazione della legge sul divorzio, altri modi di fare famiglia. Molte coppie decidono infatti di convivere, senza sposarsi, o per libera scelta o perché uno o entrambi i componenti vengono da un’esperienza matrimoniale precedente. Si formano in questo modo le cosiddette famiglie di fatto, dove la convivenza di fatto è riconosciuta alla coppie di maggiorenni che vivono insieme e che non hanno contratto matrimonio o unione civile. I conviventi hanno gli stessi diritti dei coniugi in caso di malattia, di carcere o di morte di uno dei due.

Il DDL Cirinnà è una progetto che per la prima volta in Italia riconosce diritti e doveri anche delle coppie omosessuali che vogliono unirsi civilmente e delle coppie eterosessuali e omosessuali che non vogliono sposarsi, ma solo registrare la loro convivenza, aprendo comunque a una legge che garantisce “diritti ovvi come l’assistenza in ospedale o in carcere e la reversibilità della pensione”.

Viste le continue critiche e le continue manifestazioni contro tale ddl mi sembra doveroso sostenere che sembriamo un paese ostile alla felicità altrui, ancora senza una legge contro l’omofobia, che non ha mai brillato quanto a riconoscimento dei diritti civili e umani delle sue minoranze. Del ddl Cirinnà si possono criticare molti aspetti, sicuramente, perché è ben lontana dall’essere la soluzione ideale, semplice ed egalitaria per tutti; ma è un inizio per mostrare alla sua popolazione che la nazione ha a cuore i diritti di tutti, che garantisce appieno il principio costituzionale dettato dall’art. 3.

Il sottoscritto assessore auspica che vengano presto garantiti i diritti civili e morali a tutte le minoranze, perché sono in tal modo un paese può dirsi realmente civile.”