Un sindaco meridionale tra i leader più influenti del mondo: ecco perchè

Un sindaco meridionale tra i leader più influenti del mondo: ecco perchè

30 marzo 2016

Non c’è Matteo Renzi nella classifica dei leader più influenti del mondo ma un sindaco meridionale che ha nel suo credo “l’utopia della normalità”.

Iniziato nel 1998 con il primo sbarco di curdi a Riace e gradualmente diventato realtà, è proprio quel sogno che oggi ha permesso al sindaco Mimmo Lucano di trovarsi al quarantesimo posto della classifica di “Fortune” in compagnia di Papa Bergoglio, Angela Merkel, Aung San Suu Kyi, Bono degli U2.

mimmo-lucano

Mimmo Lucano, sindaco di Riace

Da quando è sindaco Lucano, infatti, il Comune di Riace ha dato ospitalità a oltre seimila immigrati che hanno ripopolato il piccolo paesino della Locride. Molti di loro non se ne sono più andati e hanno avviato anche una serie di attività artigianali e imprenditoriali.

Il riconoscimento gli vale un grandissimo impegno nel campo dell’immigrazione ed evidenzia il messaggio sociale che non è stato quasi mai evidenziato negli ultimi anni dalla politica nostrana: l’immigrazione può essere una fonte di sviluppo.

Mimmo Lucano è l’unico italiano nella Top 50: nessun altro politico, nessun presidente del consiglio, nessun presidente di Regione, nessun uomo di Stato o grande imprenditore. Solo un sindaco di una piccola cittadina calabrese, arroccata ai piedi dell’Aspromonte, con meno di duemila abitanti di cui quasi la metà sono migranti.

Non sorprende che questo importante riconoscimento venga dall’estero: nessun esponente del mondo politico ha mai reso merito a questo primo cittadino capace di un vero e proprio miracolo.

“Questo è un esempio per i sindaci irpini che è possibile fare integrazione – commenta il segretario provinciale della Cgil, Vincenzo Petruzziello – questo sindaco illuminato ha permesso ad un paese di rivivere e di far riscoprire vecchi mestieri. Quanti comuni dell’Alta Irpinia hanno questo problema? Riace è la dimostrazione nei fatti che è possibile fare integrazione se si fa seriamente, che l’immigrazione è un’opportunità e non un fardello. Per avere la disponibilità dei sindaci bisogna rendere i comuni protagonisti. Il Prefetto può dare la gestione in aus dei migranti direttamente ai Comuni. Avellino potrebbe fare da capofila ed essere un esempio che è possibile fare gestione in proprio, che si possono eliminare le cooperative, che la gestione può essere affidata alle associazioni del luogo e che si possono creare nuovi posti di lavoro.”

La situazione in Irpinia sembra in attesa di una nuova “emergenza”…

“Abbiamo fatto l’ultima riunione con i presidenti dei piccoli comuni e dell’Anci in cui si è evidenziato l’ impegno dei presidenti ad inviare una circolare a tutti i Comuni per avere maggiore disponibilità all’accoglienza. La nostra proposta prevede la gestione diretta  di un numero esiguo di immigrati in ogni comune: si attende la convocazione di un nuovo vertice con le associazioni ma per ora non abbiamo novità. Attendiamo inoltre la convocazione di un nuovo tavolo per fare il punto della situazione. Anche ad Avellino, al momento, sembra tutto fermo alle buone intenzioni. Non abbiamo notizie di chi abbia partecipato al bando, l’apertura delle buste in Prefettura doveva essere fatta a inizio Marzo.”

Rispetto all’arresto del presunto jihadista a Bellizzi di Salerno, quali controlli sono stati disposti anche nei Comuni irpini che ospitano i rifugiati?

“Non ho notizie a riguardo, è una domanda che va rivolta al Prefetto”.