Un anno fa l’alluvione a Solofra e Montoro

Un anno fa l’alluvione a Solofra e Montoro

1 Settembre 2015

Pasquale Manganiello – Le immagini delle alluvioni che esattamente un anno fa devastarono la parte bassa della provincia di Avellino, segnatamente la Valle del Sabato, il Baianese e la Valle Solofrana-Montorese, fecero il giro dei media nazionali e riportarono ferocemente sotto i riflettori dell’opinione pubblica l’emergenza del rischio idrogeologico dei nostri territori.

Bastarono trenta minuti di forti piogge per scatenare il putiferio. I danni maggiori si registrarono proprio a Solofra (nel quartiere Santa Lucia) e Montoro dove, all’altezza di Misciano, il torrente della Solofrana esondò allagando completamente centinaia di metri del tratto autostradale della carreggiata Sud del raccordo Salerno Avellino.

Oggi ad un anno esatto da quella drammatica mattina la situazione sembra essere ritornata alla normalità, anche se resta vivo il ricordo e – ad onor del vero – anche il pericolo e la paura che una nuova bomba d’acqua possa riportare alla luce vecchie problematiche mai risolte.

 

La pensano così anche gli aderenti al Circolo Legambiente di Solofra che proprio oggi ricordano quanto è stato compiuto negli ultimi 12 messi sul piano della messa in sicurezza del territorio.

Il Raccordo Salerno Avellino allagato

Il Raccordo Salerno Avellino allagato

“Con l’intento di dare un valido contributo alla definizione della perimetrazione del nuovo Piano Stralcio per l’Assetto Idrogeologico, allora in corso di approvazione – ricordano -, il 25 ottobre 2014 abbiamo inviato all’Autorità di Bacino Campania Centrale un Reportage sugli eventi alluvionali accaduti il 1 settembre 2014, contenente un’analisi tecnica del prof. Ortolani, ordinario di geologia presso l’Università di Napoli Federico II, e una relazione redatta dai soci/tecnici del Circolo e le cartografie “Rischio Frana” e “Rischio Idraulico” del PSAI, vigente in quel momento (ex AdB Sarno PSAI 2011), con evidenziate le aree invase relativamente ai comuni di Solofra e Montoro.

Il Professore Ortolani, dichiarava che gli eventi osservati, tipici del mese di settembre, non erano previsti del tutto nel Piano di Assetto Idrogeologico elaborato dall’ex AdB Sarno (PSAI 2011), in particolare la colata detritica che ha interessato il centro di Solofra: la strada Provinciale Turci, rione Santa Lucia, via Giuseppe Maffei, via Casa Papa, piazza Giuseppe Marello, fino al sottopasso ferroviario in Viale Principe Amedeo. Quest’ultimo aspetto veniva sottolineato anche nella nostra relazione corredata da una minuziosa documentazione fotografica.

Le conclusioni dell’analisi tecnica di Ortolani invitavano a non affidarsi più al noi ce la caviamo, ma di avviare “rapidi e non costosi interventi per l’attivazione di Sistemi di Allarme Idrogeologico Immediato che possano, almeno, garantire la sicurezza dei cittadini”.

In data 22/04/2015 sul sito www.adbcampaniacentrale.it nella sezione news si apprendeva che per il Piano Stralcio di Bacino per l’Assetto Idrogeologico (PSAI) AdB Campania Centrale, adottato con Delibera n.1 del 23/02/2015 (B.U.R.C. n.20 del 23/03/2015), a seguito di alcuni errori materiali, veniva sostituita la Tavola 449154 delle aree a pericolosità e rischio idraulico del Comune di Solofra (AV), venivano così recepite le nostre osservazioni, dando un prezioso tributo a chi, in un futuro prossimo, dovrà gestire le opere da effettuare e dare indicazioni precise per la tutela del territorio.

Inoltre l’evento alluvionale del 1 settembre 2014 per impegno del Circolo “Soli Offerens” è stato inserito nella mappatura dell’atlante del rischio climatico redatto da Legambiente. La mappa, che raccoglie gli episodi metereologici particolarmente intensi che si verificano nei contesti urbani dal 2010 ad oggi, ha come obiettivo quello di capire dove e come i fenomeni si ripetono con maggiore frequenza e analizzare gli impatti provocati da processi climatici e problematiche legate a fattori insediativi e infrastrutturali”.

I danni a Solofra

I danni a Solofra

Ancora: “Sul fronte manutenzione vallone Vellizzano, in seguito alla segnalazione degli attivisti del Movimento 5 Stelle di Solofra, con il sopralluogo del 21/05/2015 dei tecnici del Genio Civile di Salerno e dell’U.T.C. del Comune di Solofra si concordava la pulizia della vegetazione spondale a carico dei proprietari frontisti e si autorizzava la pulizia dell’alveo dell’asta fluviale a carico del Consorzio di Bonifica del Sarno, operazione da sollecitare da parte del Sindaco del Comune di Solofra. Ad oggi si attendono notizie a riguardo.

Occorre invertire la tendenza degli ultimi anni in cui si è speso tantissimo per riparare i danni e pochissimo per prevenirli. I cittadini non devono più sentirsi indifesi e in pericolo. Ribadiamo la necessità nel breve termine di mettere a regime i sistemi di protezione civile locali. Fondamentale è l’informazione alla cittadinanza su come comportarsi in casi di eventuali preallarmi maltempo, nelle aree, con diversa tipologia di rischio, in cui insistono abitazioni, attività lavorative e pubbliche. Da tempo chiediamo che tale strumento non resti ignoto ai cittadini di Solofra e restiamo in attesa dei lavori di “affidamento dei servizi di ingegneria per la predisposizione, relazione, aggiornamento, applicazione e diffusione dei Piani di Protezione Civile Comunale” in seguito all’utilizzo dei fondi del finanziamento Regionale POR Campania FESR 2007-2013 Obiettivo Operativo 1.6, Determina n.2 del 08/01/2015 Comune di Solofra.

Solofra fa parte dei 6.633 Comuni italiani in cui sono presenti aree a rischio idrogeologico e parte dei cittadini sono tra oltre i 6 milioni di Italiani che ogni giorno vivono in zone esposte al pericolo di frane o alluvioni, a causa della forte urbanizzazione che ha interessato anche le aree a maggior rischio, per questo è importante la creazione di un percorso condiviso tra autorità ed enti preposti, associazioni e professionisti per un serio progetto di messa in sicurezza e soluzioni alternative per rispondere in modo efficace alle ripetute emergenze e per essere pronti per i prossimi fondi strutturali”.


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