Uil: “Procedure mobilità lavoratori attivate per clinica Malzoni”

22 ottobre 2011

A seguito del mancato accordo tra il gruppo Malzoni e le rappresentanze sindacali di categoria di Cgil, Cisl, Uil e Ugl, nel rispetto della volontà dei lavoratori, l’azienda sanitaria ha dato avvio alle procedure di mobilità per oltre quaranta dipendenti. Il prossimo 27 ottobre , infatti, dalla regione Campania sarà ufficializzata la richiesta per il prosieguo della fase amministrativa. Ma non solo licenziamenti. Il gruppo Malzoni, infatti, a seguito del verbale di mancato accordo, ha unilateralmente deciso di disdire l’applicazione di tutti gli accordi aziendali. Decisione che ha trovato la netta condanna di tutte le sigle sindacali. E’ stato, infatti, richiesto con urgenza un incontro al fine di bloccare l’azione del gruppo Malzoni che comporterebbe un ulteriore danno ai dipendenti delle società che ad esso fanno capo. “La scelta del gruppo Malzoni – ha dichiarato in proposito Ugo Petretta, segretario provinciale della Uil-Fpl – è quantomeno ingiustificata. Non capiamo quale sia il nesso rispetto alle difficoltà economiche denunciate dall’azienda e i conseguenti licenziamenti. Il sindacato unitariamente ha agito sempre nel rispetto dei ruoli e delle regole. E il verbale di mancato accordo non è altro che la volontà dei lavoratori, espressa nel corso di due assemblee di non voler seguire altre procedure. Ma il mancato accordo sui tagli non prevedeva nel modo più assoluto la disdetta degli accordi vigenti. Per questo riteniamo che, seppure gli accordi esistenti fossero scaduti, dovere del gruppo Malzoni è di confrontarsi lealmente con il sindacato per stabilire in che modo procedere. E per questo abbiamo diffidato la Malzoni ad assumere iniziative unilaterali, che sono di fatto lesive delle prerogative delle parti e a concordare con le rappresentanze sindacali la procedura da seguire. Siamo consapevoli delle difficoltà che vive l’intero settore sanitario e il taglio che sarà operato ci sembra più che sufficiente per il recupero economico dell’azienda. La disdetta degli accordi pare più una vessazione nei confronti di chi continuerà a prestare il proprio servizio e la propria personalità all’interno delle strutture in questione. Auspichiamo che i dirigenti del Gruppo Malzoni convochino un incontro in tempi brevi, dimostrando volontà di mediazione al confronto con le parti. In caso contrario nel prendere atto dei fatti, assumeremo tutte le iniziative possibili”.