UIL, convegno su fondi interprofessionali e competenze sanitarie

3 giugno 2013

Martedì 4 giugno, alle 16, presso la sede UIL Campania di Napoli, si parla di formazione continua in sanità e delle ruolo dei fondi interprofessionali. “I fondi interprofessionali e la certificazione delle competenze nel settore sanitario” è il titolo del convegno che vuole esaminare questo importante aspetto del settore sanitario in Campania ed in tutt’Italia. Nell’evento verranno anche presentati i risultati del Piano formativo “Salute +” finanziato da Fondimpresa e portato a compimento dal Consorzio Scuola Superiore di Scienze della Salute con il supporto del socio tecnico e provider nazionale ECM Espansione s.r.l.. Interverranno: Marina Camboni – Erfap UIL Campania; Maria Ocone – Direzione Commerciale Espansione s.r.l.; Vincenzo Schiavone – Presidente Raggruppamento Sanità Confindustria Campania; Giuseppe Abagnale – Presidente Consorzio Scuola Superiore di Scienze della Salute; Andrea Bachrach – Presidente O.B.R. Campania; Fulvio Bartolo – Presidente ERFAP UIL Campania; Raffaele Calabrò – Consigliere del Presidente della Giunta regionale per i temi attinenti la Sanità; Michele Lignola – Direttore Generale Unione degli Industriali di Napoli; Giovanni Severino – Presidente Sezione Sanità Unione degli Industriali di Napoli. Le conclusioni sono affidate a Sergio Antonio Bolognese – Amministratore Unico di Espansione s.r.l. “In un quadro generale di evoluzione e flessibilità – dice il responsabile del piano formativo Salute + Sergio Antonio Bolognese – la leva formativa del personale è fondamentale per garantire al cittadino prestazioni sanitarie in linea con l’evoluzione scientifica e tecnologica. L’ECM però non può essere lasciato in balìa dell’autoreferenzialità ed è auspicabile intraprendere un percorso che porti alla certificazione dei professionisti attraverso la definizione e la valutazione delle competenze, dei crediti professionali, della carriera professionale. Nel Piano formativo SALUTE +, finanziato da Fondimpresa, sono state progettate tutte le fasi formative, il metodo, il processo di scelta degli strumenti di valutazione e di definizione degli indicatori di risultato. E’ uno dei piani finanziati nel settore sanitario da Fondimpresa che ha dato i più lusinghieri risultati in chiave di monitoraggio dei risultati”. Programma del Convegno Saluto ed apertura dei lavori Marina Camboni – Erfap Uil Campania Presentazione dei risultati del Piano formativo aziendale “Salute +” Maria Ocone – Direzione Commerciale Espansione s.r.l. “I Fondi Interprofessionali e la certificazione delle competenze in Sanità” – Confronto tra esperti. Moderatore: Vincenzo Schiavone – Presidente Raggruppamento Sanità Confindustria Campania Contributi: Giuseppe Abagnale – Presidente Consorzio Scuola Superiore di Scienze della Salute Andrea Bachrach – Presidente O.B.R. Campania Fulvio Bartolo – Presidente ERFAP UIL Campania Raffaele Calabrò – Consigliere del Presidente della Giunta regionale per i temi attinenti la Sanità Michele Lignola – Direttore Generale Unione degli Industriali di Napoli Giovanni Severino – Presidente Sezione Sanità Unione degli Industriali di Napoli Conclusioni Sergio Antonio Bolognese – Amministratore Unico Espansione s.r.l. RIFLESSIONI SUI CONTENUTI DEL CONVEGNO In un quadro generale di costante evoluzione e flessibilità, la leva formativa del personale sanitario assume un’importanza fondamentale per garantire al cittadino prestazioni appropriate, che devono essere erogate da professionisti la cui competenza è in linea con le evoluzioni scientifiche e tecnologiche. L’Educazione continua in medicina (ECM) è il processo mediante il quale gli operatori sanitari curano il proprio sviluppo professionale continuo, con l’obiettivo di rispondere alle esigenze dei pazienti, al Servizio sanitario e alla propria crescita professionale. In realtà, per garantire prestazioni così complesse ed in progress, non è possibile lasciare l’acquisizione delle competenze professionali in balia dell’autoreferenzialità. Viceversa, è necessario individuare percorsi e costrutti metodologici che ne certifichino e ne comprovino l’evidenza. Non è sufficiente frequentare un corso e successivamente iniziare ad utilizzare o applicare le nuove metodiche apprese, in quanto la correttezza di esecuzione di tali metodiche può restare in capo al solo giudizio del professionista. La formazione continua, nel creare una cultura volta a garantire la sicurezza del paziente, dovrebbe individuare strategie formative che contemplino la costruzione e l’utilizzo di criteri oggettivi a favore della riconoscibilità, valutabilità e certificabilità delle competenze acquisite. Nella sanità italiana il sistema ECM è stato confermato quale strumento atto a garantire la formazione continua: il fine ultimo è quello di migliorare le competenze e le abilità cliniche, tecniche e manageriali dei professionisti, quindi assicurare efficacia, appropriatezza, sicurezza ed efficienza nell’attività sanitaria. Da qui però la necessità di affiancare la logica dei crediti con quella del portfolio di competenze, che dovrebbe responsabilizzare ad una qualità oggettiva e non autoreferenziale, nonché costituire elemento per la valorizzazione delle singole professionalità. Mediante questo strumento, collegato agli standard condivisi dalla specifica comunità scientifica, si possono esplicitare le competenze/performance individuali secondo criteri di confronto dichiarati. Nel contesto italiano si parla ancora poco di certificazione, non ne abbiamo la cultura e siamo sprovvisti di standard nazionali, a differenza di quanto accade in altri Paesi. Negli USA sono addirittura previsti programmi di mantenimento della certificazione (Maintenance of certification – Moc), nonché la necessità, per alcune branche specialistiche, di aderire singolarmente a database di outcome riconosciuti o a programmi di valutazione delle qualità clinica. In quest’ottica è auspicabile intraprendere un percorso che porti alla certificazione dei professionisti attraverso la definizione e valutazione delle competenze, dei crediti professionali, della carriera professionale. Una cultura della competenza, inizia dall’apprendimento e dal Critical thinking, con particolare attenzione alla metodologia del Problem Based Learning (PBL), che permette di supportare il processo di ragionamento. Da ciò derivano altri importanti outcome a cui può portare un programma di apprendimento strutturato sulle metodiche del Pbl, e cioè l’abilità di risoluzione dei problemi, il ragionamento critico e la capacità di prendere decisioni. La pratica clinica richiede il pensiero critico poiché induce ad andar oltre l’immediata prospettiva dell’agire secondo schemi consueti, per aprirsi a dubbi, domande e valutazioni alternative. Il giudizio clinico è il pensiero critico traslato nell’area clinica. La sfida per la formazione in sanità consiste nella capacità di fornire le risorse, i contenuti e le strategie per sviluppare il pensiero critico e creare i presupposti per trasferire le conoscenze teoriche nel contesto clinico. In questo ambito, più che altrove, è necessario elaborare un bilancio delle competenze, mappare le competenze agite per un loro confronto con l’atteso professionale, nonché capire quale strumento sia da prevedere affinché si possa misurare il livello di abilità raggiunta dalla persona. Dal confronto tra l’atteso e l’acquisito (gap) si determina il bisogno individuale e ne scaturiscono gli obiettivi educativi. Riguardo ai metodi di valutazione, alle riflessioni valoriali, agli strumenti e ai metodi da adottare, il sistema ECM nazionale propone ipotesi ancora “primitive”. In questo senso, spingere in direzione della certificazione delle competenze nel settore sanitario significa avvalorare il sistema dell’aggiornamento professionale nel suo complesso ed aiutare il SSN verso nuovi sviluppi in professionalità ed efficienza. Nel Piano formativo SALUTE +, finanziato da Fondimpresa sono state progettate tutte le fasi formative, il metodo, il processo di scelta degli strumenti di valutazione e di definizione degli indicatori di risultato. È uno dei piani finanziati nel settore sanitario da Fondimpresa che ha dato i più lusinghieri risultati in chiave di monitoraggio dei risultati. Fondimpresa negli Avvisi del Conto di Sistema privilegia le attività formative oggetto di certificazione delle competenze, analoga operazione viene più blandamente eseguita anche da altri Fondi Interprofessionali nella gestione delle risorse che vengono impiegate a favore dell’aggiornamento professionale dei lavoratori della sanità. La variabile CERTIFICAZIONE nella formazione professionale ed in particolare nell’ECM, ha un costo a volte molto elevato rispetto agli standard di spesa correnti per le altre attività propriamente formative. Ad esempio, il solo versamento al Ministero della Salute del contributo per l’assegnazione di un credito ECM (equivalente in media ad 1 ora di formazione), costa al Provider 31 euro. Mediamente, il finanziamento complessivamente assegnato per un’ora di formazione nell’ambito di un avviso di Fondimpresa è tra i 165 ed i 180 euro ed in questo importo rientrano tutte le voci di spesa dalla progettazione alla rendicontazione dei costi. La sproporzione tra i costi della certificazione delle competenze e le risorse finanziarie assegnate è evidente. Anche per questi motivi, la certificazione delle competenze rischia di diventare lo spauracchio delle attività formative e vari segnali indicano per questa importante fase della formazione un futuro dubbio ed incerto. L’esperienza formativa di SALUTE + evidenzia l’importanza di una necessaria complementarietà tra la valorizzazione dei singoli professionisti e il loro sviluppo professionale con l’appropriatezza della prestazione sanitaria. Il piano, nel suo percorso, ha definito passaggi fondamentali necessari alla costruzione di un meccanismo di valutazione delle competenze acquisite, nonché piste di approfondimento che possano divenire attività di ricerca e di riflessione, con l’intento di favorirne la diffusione culturale e la costruttiva esperienza.