Tumori primitivi al cervello: è arianese il primo paziente italiano

15 marzo 2006

Udine – E’ irpino il primo paziente italiano sottoposto ad un delicato intervento chirurgico per un tumore primitivo al cervello eseguito con un nuovo metodo. L’operazione è avvenuta in Friuli Venezia Giulia grazie alla collaborazione tra il Centro di riferimento oncologico (Cro) di Aviano in provincia di Pordenone e il reparto di Neurochirurgia dell’Azienda Ospedaliera di Udine. Come è stato riportato su di una agenzia di stampa nazionale, “…particolare la circostanza che ha portato il giovane studente universitario di Ariano Irpino alla diagnosi di un glioblastoma multiforme ovvero un tumore altamente maligno. Due anni fa, in seguito a un trauma cranico per uno scontro di gioco durante una gara calcistica, il giovane era stato sottoposto a una Tac, che aveva evidenziato una massa tumorale, che provocava anche delle crisi epilettiche. Dopo diversi consulti ospedalieri, alla fine del 2004 si è rivolto al reparto di Neurochirurgia dell’Ospedale di Udine dove è stato operato dallo staff guidato dal dottor Miran Skrap. L’ intervento è riuscito, tanto che il giovane ha continuato una vita pressoché normale, sostenendo anche diversi esami universitari. Una risonanza successiva, però, ha evidenziato una recidiva tumorale nell’area di intervento ed è stato così sottoposto all’ innovativo intervento, presentato oggi a Udine. Una terapia che prevede un consistente impegno finanziario delle strutture sanitarie ed è per questo motivo che la Hypo Alpe-Adria-Bank ha voluto assegnare un primo contributo economico, pari a 60mila euro, sottoscrivendo un accordo di collaborazione con i due centri di ricerca coinvolti”. “Lo scopo finale dell’ innovativa metodologia di intervento – ha spiegato il professor Mauro Trovò, responsabile dello staff del Cro di Aviano – è quello di ridurre la recidiva tumorale. Per farlo ci siamo ispirati a una tecnica adottata per i tumori alla mammella, dove si è iniziato a intervenire con una radioterapia intrachirurgica. Per giungere al primo intervento al cervello è stato necessario un anno di lavoro, studio e approntamento dei locali. Da oggi, contiamo di allungare la sopravvivenza del paziente e ridurre le recidive”. L’intervento consiste nel trattamento multimodale dei tumori cerebrali maligni con chirurgia e brachiterapia. Questa patologia ha un’incidenza di cinque casi ogni 100 mila abitanti di tutto il mondo. Negli Stati Uniti sono già stati realizzati circa duemila di questi interventi, in 175 diversi centri, con ottimi risultati. Per quanto riguarda l’Europa, il metodo è stato applicato soltanto in Germania, con quasi 40 procedure in quattro centri. La nuova metodologia ha una durata tra i tre e i sette giorni. Il metodo radioterapico proposto è un sistema di brachiterapia intracavitaria, progettato per il trattamento di lesioni cerebrali già sottoposte ad asportazione chirurgica. Il sistema prevede l’inserimento di un catetere a palloncino contenente una soluzione liquida radioattiva. Il design sferico del dispositivo rende uniforme la somministrazione della dose radiante ai tessuti circostanti, evitando le complicanze tipiche di altri sistema di brachiterapia. Grazie, inoltre, alle specifiche caratteristiche radianti dello Iodio125, è possibile convogliare un’ alta dose verso i tessuti a più alta probabilità di sviluppare recidive, risparmiando così i tessuti sani. Insomma un nuovo metodo attuato in Italia ed il primo paziente è stato proprio lo studente universitario di Ariano Irpino.