Truffe online, il finto reclamo di “Whatsapp”. L’allerta della Polizia Postale

Truffe online, il finto reclamo di “Whatsapp”. L’allerta della Polizia Postale

6 ottobre 2017

Ogni giorno rischiamo di essere sottoposti attraverso i nostri contatti, app e account a presunti blocchi o richieste di pagamento che si rivelano essere delle truffe online. Questa volta spunta una nuova truffa sull’app di messaggistica più diffusa al mondo, WhatsApp, che con un messaggio di avvertimento spaventa non poco gli utenti.

Per mettere in guardia gli utenti, esperti e non, è stato pubblicato dalla Polizia Postale tramite un post sulla propria pagina Facebook “Commissariato di PS On Line – Italia” l’invito a prestare attenzione ad uno dei messaggi che può pervenire sulle nostre caselle di posta elettronica, ed in particolare al finto reclamo di WhatsApp.

L’avvertimento della Polizia Postale pubblica il messaggio bufala con cui i truffatori hanno tentato di spaventare gli utenti con un messaggio che minaccia la chiusura del profilo WhatsApp: “Gentile Cliente, il tuo profilo verrà bloccato in risposta a un reclamo ricevuto dall’amministrazione 30/09/2017. Secondo la disposizione 13.3 delle condizioni, WhatsApp Web può in qualsiasi momento terminare il suo accesso all’account WhatsApp.

Il messaggio incriminato non finisce qui e va oltre invitando l’utente a cliccare un link ad esso associato: “Se questa denuncia non viene entro 2 giorni, verrà bloccato il suo account WhatsApp. Denuncia ID 9048136, grazie”. Ovviamente, lo scopo unico di tale messaggio è quello di farvi cliccare sul link associato e indirizzarvi poi verso siti pericolosi che potrebbero installare qualche ban dannoso o tentare di rubare i vostri dati dallo smartphone.

Questo il testo dell’allerta della Polizia Postale: “FINTO RECLAMO. A causa di un reclamo ti viene bloccato il profilo WhatsApp. Nulla di tutto questo è possibile. Non seguire mai questo tipo di link”.

Il modo migliore per difendersi è quello di non rispondere mai a questi messaggi e quindi di non cliccare sui link cui solitamente conducono o rispondere alle richieste di dati personali o bancari. Il problema che tuttora persiste, però, è che sono tanti gli utenti della celebre app di messaggeria istantanea che si fanno prendere dal panico per paura di perdere dati e conversazioni, ma nulla di tutto ciò può accadere perché ogni app ha i suoi canali specifici per gli aggiornamenti.