Trivellazioni, Iorillo scrive al Ministro dell’Ambiente

25 agosto 2014

Avellino – “Il Sindaco del Comune di Montecalvo Irpino, Mirko Iorillo, sabato scorso, ha inviato la prima richiesta di intervento del Ministro dell’Ambiente, perchè sul permesso di “Case Capozzi”, per il quale la Regione Campania ha ritenuto legittimo evitare ogni controllo di Valutazione Ambientale e interessamento dei territori, si attivi, invece, da parte soggetti terzi, rispetto a quelli regionali, una valutazione dei possibili danni ambientali. La comunicazione del Sindaco Iorillo, infatti, fa espressa richiesta di coinvolgimento dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA ) e dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV)”. Così in una nota Mario Pagliaro, responsabile Forum “Ambiente & Comunità” del Pd.

“Nella piena convinzione di tutti, che a risultati positivi si possa arrivare solo attraverso la costruzione di azioni trasversali, il sindaco di Montecalvo si è assunto l’onere di rendersi promotore, anche verso gli altri sindaci irpini, coinvolti: Casabore, Melito e Ariano Irpino, della condivisione dell’iniziativa. Con uguale intento, grazie alla consigliera regionale PD, Giulia Abbate, il testo della lettere al ministro Galletti, è stato diffuso anche ai sindaci PD del Sannio, i quali si faranno sostenitori dell’iniziativa, verso tutti i loro colleghi La nuove azione avviata, come già successo per la risoluzione parlamentare recentemente approvata, fonda le sue ragioni su basi scientifiche formulate dal geologo Sabino Aquino. Anche questa volta, analizzando le carte degli acquiferi potabili e le normative collegate, Aquino suggerisce alle autorità competenti, analisi tecnico-scientifiche a dimostrazione di come siano possibili conseguenze negative per i territori coinvolti da ricerca petrolifera, a partire già dalle azioni di ricerca. Valutazioni, che si aggiungono a quelle di carattere socioeconomico, formulate dal Forum “Ambiente e Comunità” e approvate in Direzione Provinciale, con le quali si dimostra quanto, a partire dai dati di sviluppo della Basilicata, il petrolio, non solo non rappresenta una risorsa economica nel breve periodo ma, sopratutto, resta elemento disgregante dell’economia reale di tutta una regione. Unico risultato certo, nell’operazione “petrolio”, infatti, resta solo l’asservimento di tutti i dati di crescita politica, sociale ed economica alle strategia delle lobby. Queste, per la normativa nazionale e la strutturazione delle formule di concessione estrattiva regionale, diventano, di fatto, il riferimento a cui subordinarsi in ogni programmazione del territorio. Anche in quelle più quotidiane”.