Trento – Appalti truccati: 44 rinvii a giudizio, coinvolti anche irpini

29 giugno 2005

Trento – Sono 44 le richieste di rinvio a giudizio formulate dalla Procura di Trento a conclusione dell’inchiesta inerente gli appalti di opere stradali Anas e della Provincia autonoma di Trento. Le indagini hanno riguardato opere, anche autostradali, in Umbria, Sardegna, Campania, Marche, Piemonte e Toscana. Vi sono coinvolti 40 tra imprenditori e dipendenti dell’ Anas e della Provincia autonoma di Trento ed anche quattro aziende e tre irpini. Le accuse formulate dai Pm Carmine Russo e Giuseppe De Benedetto vanno dalla corruzione all’associazione per delinquere finalizzata alla turbativa d’asta e comprende anche alcuni illeciti amministrativi. Alcuni fra gli indagati erano già stati raggiunti da un ordine di custodia cautelare. Secondo i magistrati quella scoperta era una vera e propria organizzazione imprenditoriale capace di condizionare l’assegnazione di lavori in tutt’Italia (appaltati dall’Anas e da altre amministrazioni), nel settore della posa delle barriere di sicurezza stradali. L’operazione ”Cartello stradale” , della Guardia di Finanza di Trento aveva portato ad undici arresti, due misure di restrizione della libertà e ad indagare altre persone, tra le quali il funzionario della Provincia autonoma di Trento, dell’assessorato ai Lavori pubblici. Secondo la Procura gli imprenditori si accordavano tra loro al fine di turbare il regolare svolgimento di numerose gare d’appalto pubbliche sia in Trentino sia a livello nazionale, con la complicità di pubblici ufficiali. L’elenco dei lavori al centro dei controlli – quasi sempre riferiti ad appalti per la posa di barriere di sicurezza o paramassi – è lunghissimo e interessa quasi tutte le regioni italiane Gli inquirenti hanno individuato in J.E.D.H., nato in Cile e residente a Trento, titolare dell’impresa Sicurvia di Trento, la chiave di volta dell’intera vicenda. Secondo gli inquirenti sarebbero cosi’ nate delle cordate tra imprese, facenti capo per lo piu’ a ditte fornitrici del ramo, in grado di orientare e gestire le gare di appalto indette dagli enti pubblici. Nel corso delle indagini e’ stato appurato, inoltre, che D.H. avrebbe ceduto somme di denaro a favore di alcuni funzionari dell’Anas dei compartimenti di Perugia e Sassari al fine di risolvere alcuni problemi e velocizzare l’iter burocratico dei pagamenti dei lavori realizzati. (Emiliana Bolino)