Quel treno per Renzi

Quel treno per Renzi

5 ottobre 2017

Pasquale Manganiello – Non osiamo immaginare cosa il Commissario toscano del Pd irpino, David Ermini, abbia raccontato a Roma di quanto accaduto di quest’ultimo tesseramento avellinese e di come sia stata recepita al Nazareno l’ennesima dimostrazione di quella che è, ormai da tempo, una polveriera che stenta a placarsi.

Il rinvio di quindici giorni rispetto alla presentazione dei candidati alla segreteria ed alla celebrazione del congresso è la fotografia di quanto tristemente difficile da gestire sia la situazione a Via Tagliamento. Coloro che, per forza di cose, sono i primi nauseati da questa condizione sono gli stessi elettori del Partito Democratico che avrebbero ragione di pretendere qualcosa di diverso dai propri dirigenti provinciali.

In questo senso, lì dove David Ermini, non per propri limiti, non ha potuto, sarà lo stesso Matteo Renzi a dover mettere mano. Alcuni leader di questo Pd avellinese non hanno fatto fatica a sottolineare tutto il proprio scetticismo rispetto alla celebrazione stessa del Congresso. Il commissario ha detto che si andrà fino in fondo, non si sa come avendo constatato il clima e le difficoltà. Non è ipotesi peregrina che, alla fine, sia lo stesso Renzi ad emettere l’ultimo verdetto.

Partirà il 17 ottobre, infatti, dalla stazione di Roma il treno del Pd. Per otto settimane Renzi farà un percorso di ascolto e confronto. L’ex Premier ha annunciato che attraverserà tutte le 107 province italiane, di conseguenza dovrebbe toccare anche l’Irpinia, probabilmente prima della Conferenza programmatica di Napoli confermata dal 27 al 29 ottobre. Il primo giorno il treno del Pd sarà in provincia di Rieti e Viterbo e poi in Umbria, a Perugia, Norcia e Foligno. Il secondo giorno toccherà alle Marche, ad Arquata e Recanati; il terzo all’Abruzzo e Molise e il quarto in Puglia.

“Ciascuno di voi è il benvenuto a bordo e proprio per stilare un calendario dettagliato vi chiedo un aiuto: toccando una tappa per ogni provincia ci piacerebbe avere da ciascuno di voi qualche indicazione. Un luogo simbolico, una fabbrica in crisi o un’azienda che cresce molto, una scuola ristrutturata, un centro per anziani, un’associazione da valorizzare, una periferia o un centro storico, un luogo della Resistenza o un centro giovanile, una struttura agricola o una start-up” – ha scritto Renzi.

“Eccola l’idea del treno: il partito in viaggio, nelle esperienze dell’Italia che lavora, che studia e che dedica con generosità una parte del proprio tempo libero agli altri, quella che si proietta verso il domani con passione, coraggio e curiosità. Per otto settimane il Pd farà un percorso di ascolto e confronto attraverso le 107 province italiane: le toccherà tutte, passando non sempre e non solo nei capoluoghi, ovunque ci siano binari. Cinque vagoni per 150 metri di lunghezza, il treno potrà ospitare fino a cento persone. Una sede itinerante, con molti spazi per gli ospiti che saliranno di volta in volta, tra militanti, rappresentanti delle istituzioni o delle associazioni e amministratori dei territori: c’è anche un vagone per le riunioni e gli incontri che si terranno mentre il treno si sposta da una tappa all’altra. Il treno sarà sempre affollato: tanto per cominciare “il personale di bordo” sarà composto in gran parte da Millenials, una ventina di giovanissimi che saranno il cuore pulsante del treno. Ma l’intera comunità del Pd si muoverà per incontri nei luoghi di tutti i giorni, dalle scuole alle fabbriche, semplicemente immergendosi nella vita reale . Non è un caso che questo giro che si chiami Destinazione Italia, perché è lì che il Pd vuole arrivare, a toccare il cuore vivo del Paese per rilanciarlo nel futuro dopo averlo tirato via dalle secche della crisi.”

 

Il treno al momento è fermo a Roma. Il dubbio è se resterà con i paesaggi italiani disegnati sulle carrozze o se, alla fine,  il Pd deciderà di cambiare le immagini. La partenza del viaggio di dieci settimane dell’ex presidente del Consiglio era stata fissata inizialmente per il 25 settembre ma è stata rimandata. Per ora sulla fiancata delle carrozze che comporranno il convoglio c’è una vistosa e colorata livrea, installata nell’officina di Santa Maria La Bruna.