Tremonti:Se Monti, Casini e Fini non raggiungono il 10% vanno a casa

8 febbraio 2013

Tremonti viene accolto in Irpinia da tanto pubblico: arrivano addirittura in pullman per ascoltare il “prof” del centrodestra. Non crede ai suoi occhi, fa addirittura una foto con il telefonino e la manda a Silvio Berlusconi. Il nuovo soggetto politico 3L, che vede capolista in Campania 2 alla Camera dei Deputati Orazio Sorece e Giuseppe Cambareri al Senato sembra riscaldare i cuori avellinesi, nonostante ci sia ancora qualcuno che strumentalizza l’unione con la Lega Nord. Ma lo stesso Tremonti chiarisce: “abbiamo ricevuto solo ospitalità dalla Lega dandoci la possibilità di aggirare la normativa elettorale. Non c’era tempo per organizzarsi in proprio”. Ma nel tempo stesso mette in evidenza: “con questa operazioni siamo riusciti a far firmare alla Lega il nostro programma che tra i punti qualificanti ha cose specifiche per il Sud”. Poi tanto cattivi nei riguardi del Sud a parer di Tremonti non lo sono gli uomini del Carroccio. Anzi: “ci hanno consentito anche di fare liste con gente del Sud, da Firenze in giù sono tutti candidati locali. Non ci credevano, pensavano ad un fallimento”. La tesi tremontiana va oltre il semplice movimento in occasione delle elezioni: puntiamo a costruire un nostro partito, non personalistico legato al nome ma alle idee”. E spiega le basi portanti di 3L: “ad agosto ho iniziato a scrivere il programma. Un partito si fa dalla base, ascoltando i territori, creando e moltiplicando le esperienze. Bisogna essere vicini alla gente. Nel Pdl si vede la luce ma si è spenta una stella”. Effettivamente l’ex ministro lo fa: parla poco politichese e cura gli argomenti durante la kermesse con tatto e in una semplicità inaudita che anche un bambino riuscirebbe a capire. Un Tremonti che non ti aspetti, un “prof” dipinto come un marziano, ma che non lo è. “Monti ha fatto un disastro: doveva darci la crescita economica e siamo nella peggior recessione del dopoguerra, doveva darci la stabilita’ finanziaria e, nonostante i soldi della Bce, vediamo come balla lo spread e ci lascia un devastante buco di bilancio: almeno 14 miliardi da reperire entro giugno. Doveva darci la normalita’ politica e ci ha regalato Grillo, perche’ l’effetto del governo Monti e’ l’esplosione di Grillo”. Ed ecco l’analisi politica “Sopra c’è il 30-35% che non vota, ma non è il “mandato in bianco” di una volta: è un’astensione “reattiva”, negativa. Sotto c’è Grillo, che sorprenderà prendendo molto più del 15%. In questo scenario, il Pd che dice di avere il 30% avrà solo il 21% effettivo. I grandi problemi non li gestisci coi piccoli numeri. Una coalizione di fatto minoritaria nel Paese non offre grandi garanzie. Può essere la replica del governo Prodi: anche con il Pil al 2%, fece solo 5 mesi effettivi e 15 di agonia”. E lancia un invito: “per toglierci Monti di torno non deve raggiungere il 10% e mandiamo a casa anche Casini e Fini”. Spietato contro il senatore a vita. Poi tocca a Draghi subire: “Politicamente criminale. Il signor Draghi, restrittivo con l’Italia, causa di tutti i disastri per le nostre imprese, ha allargato i cordoni della borsa con i suoi amici banchieri in dicembre per un trilione di euro”. Il riferimento è alla famosa lettera scritta dall’Europa. La ricetta per il futuro: “La prima cosa è dare ossigeno: metterei il Tfr in busta-paga, farei un contratto di lavoro ad hoc per le Pmi, metterei subito in campo una grande banca pubblica come la tedesca KFW, pilastro dell’economia sociale di mercato, con facoltà di rilasciare garanzie di Stato. Ora ne parla pure Grillo, ma non per questo è un’idea sbagliata: si può fare in un giorno, basterebbe una norma che doti di nuovo capitale la Cdp e le dia il beneficio delle garanzie”. Anche l’argomento Imu, tanto sentito dalla gente, viene toccato: “Io ho avviato una procedura per farla sancire incostituzionale dalla Corte Costituzionale. Anche in questo caso andrebbe restituita l’imposta già versata. La copertura va trovata riducendo i trasferimenti che l’Italia fa al fondo Ue salva-banche. Si può cancellare poi l’Irap sulle imprese in perdita. Ma la cosa più realistica è non aumentare le tasse, anche perché con la crisi non darebbero più gettito. Nel mio programma, firmato anche da Maroni, c’e’ la Cassa del mezzogiorno, l’unico modo per tornare a far crescere il Sud. La mia definizione di ”cialtroni” affibbiato ai governatori del Mezzogiorno, era perché non spendono i soldi che ricevono. E’ una follia, i soldi europei che non si spendono vanno alla Bulgaria e alla Polonia. Un vero spreco. Penso che il maggior danno al Sud l’abbia fatto la classe dirigente che vive a Roma e che vive sulle spalle del Mezzogiorno”.