Trasporti, Uil lancia l’allarme: “Regione riduce l’offerta”

10 giugno 2014

“L’accorpamento operato nel settore trasporti dalla Regione Campania che ha previsto un lotto unico per i servizi su gomma per i territori di Irpinia Sannio, rischia di ridurre ulteriormente l’offerta dei trasporti su queste aree”. Così Luigi Simeone, segretario generale CST UIL Avellino Benevento.
“A ben guardare le delibere pubblicate sul BURC del 9 giugno 2014 non può non sorprendere come si considerano i servizi su ferro completamente avulsi dal disegno dell’offerta, che dovrebbe essere riferita ad un unico bacino regionale ma diviso accuratamente tra ferro e gomma. Nel tentativo di regolare il sistema, – ma non si capisce con quali risorse- rischiamo di assistere a un ulteriore arretramento dell’ area vasta interna, unica ad essere stata accorpata, cosa che potrebbe risultare anche condivisibile se non si fosse provveduto a depauperare i servizi prima della individuazione dei lotti da mettere a gara. La metropolitana di Salerno è stata come per miracolo assegnata ai servizi regionali di Trenitalia notoriamente pagati dalla Regione Campania che a parità di risorse dovrebbe tagliare da altra parte, ed ecco che si recupera sui servizi di EAV Ex Metrocampania Nord Est con la sostituzione di servizi su ferro con quelli su gomma affidati ad un privato. Per l’azienda urbana di Benevento AMTS ad un passo ed oltre dal default, si sta tentando un concordato che viene bocciato dai creditori, e non si sa come finirà la storia di un servizio con i suoi dipendenti e di un’ azienda che secondo le ultime espressioni giurisprudenziali non può fallire. Infatti, tenuto conto della sentenza riferita all’Azienda Etruria Trasporti Mobilità (ETM) n 26283 della Cassazione a sezioni Riunite del 25.11.2013 e di quella del Tribunale di Napoli del 9.1.14 per l’azienda EAV Bus appare evidente come le aziende considerate in house non sono soggette alla legge sul fallimento, quindi, poiché ascrivibili al patrimonio dell’Ente locale, appare certa l’impossibilità di poter fallire. Questo, se da un lato pone problemi di tenuta degli enti locali a rischio dissesto, pone alle Regione una seria riflessione circa la possibilità di operare una gara senza prima aver provveduto a sanare, magari come è stato per la Sanità, tutte le situazioni di crisi in cui sicuramente ha avuto più di qualche responsabilità, che non si possono scaricare sugli enti locali e tantomeno cancellare per delibera”.