Tra sorrisi e mai più, si entra nel vivo. Arace a sinistra, Pd e centrodestra in alto mare. Festa e Cipriano in solitaria

Tra sorrisi e mai più, si entra nel vivo. Arace a sinistra, Pd e centrodestra in alto mare. Festa e Cipriano in solitaria

28 aprile 2018

Marco Imbimbo – E’ un film già visto in passato. Manifesti 6×3 che compaiono all’improvviso in città, in maniera più o meno anonima; dichiarazioni velate a mezzo stampa; incontri segreti. Il copione per le amministrative, anche quest’anno, viene rispettato a pieno.

I primi a dare il là alla guerra dei manifesti sono stati Gianluca Festa e Luca Cipriano. Entrambi da anni guardano alla poltrona del sindaco di Avellino, senza mai nasconderlo. Il “Mai più” di Cipriano e “Torna a sorridere Avellino” di Festa stanno pian piano cominciando ad invadere la città. Il primo punta a non far ripetere mai più le ultime esperienze amministrative (di cui lui è stato parte integrante, sic). E così mai più Tunnel, metro leggera, ma anche lavoro nei rioni periferici e bonus casa per le giovani coppie (ma ancora deve fare i conti con le disastrate casse comunali). Il secondo vuole far ritrovare il sorriso a una comunità ormai disillusa.

Se gli slogan sono stati coniati e ufficializzati, il problema sono le alleanze, infatti quasi sicuramente andranno da soli. E non per volontà loro, anzi. Più che elementi d’unione, al momento entrambi sono possibili cause di fratture. Nel caso di Cipriano, un episodio si è già verificato. Un’ipotetica alleanza con la sinistra cittadina è saltata sul nascere. La sua ambizione “senza se e senza ma” a guidare Palazzo di Città non è andata giù a Possibile, Sinistra Italiana e Rifondazione, che hanno optato per la figura di Nadia Arace. Sarà lei a guidare la truppa di sinistra. Salvo ribaltoni dell’ultima ora, come una possibile telefonata di Umberto Del Basso De Caro a Giancarlo Giordano.

Centrosinistra – Cipriano aspetta, però, anche segnali dai Popolari, soprattutto aspetta che Petracca prima o poi risponda alle sue telefonate. In casa De Mita, però, si guarda ancora al Pd e alla riproposizione dell’alleanza vista alle regionali e alle ultime politiche, con Rosetta D’Amelio e il governatore De Luca a fare da trait d’union. Le lungaggini del congresso dem, però, rischiano di far spazientire i De Mita’s e il loro candidato, Pino Rosato. Se Petracca e De Mita non guardano a Cipriano, lo fanno ancor meno con Festa. Nel caso in cui, la fronda del Pd che ha vinto il congresso provinciale, dovesse proporre lui come candidato sindaco, i Popolari abbandonerebbero il tavolo e si presenterebbero da soli.

Non solo Popolari, perché la presenza di Festa rischia di rompere anche qualsiasi minimo dialogo tra D’Amelio e il fronte opposto in casa Pd, l’asse De Caro-De Luca-Famiglietti che, in nessun caso, accetterebbe la presenza del leader di Davvero. I tentativi per ricucire lo strappo interno al Pd passano inevitabilmente per l’estromissione di Festa, altrimenti, come i decariani si dicono pronti a correre da soli senza il simbolo del Pd. D’altronde hanno già bocciato il nome del Prefetto di Perugia, Cannizzaro, proposto da De Luca e Mancino.

Il Pd, dunque, rischia di presentarsi spaccato alle elezioni. Non solo con due candidati diversi, ma anche due coalizioni agli antipodi. Da un lato D’Amelio e De Mita, dall’altro De Caro pronto anche a dialogare con Pietro Foglia.

Centrodestra – Non va meglio neanche in questo campo. Se il centrosinistra, a oggi, è spaccato, il centrodestra lo è di più. I continui incontri non hanno sortito risultati. La destra cittadina continua a proporre Giovanni D’Ercole, il grande escluso del 2013 (su intromissione dell’ex governatore Caldoro). L’area più centrista non vede di buon occhio l’ex consigliere comunale e guarda a Dino Preziosi, l’attuale capo dell’opposizione. Quest’ultimo, dal canto suo, ha preparato una lista, ma ancora non ha sciolto le riserve, anzi continua a ribadire di non aver mai sentito alcun esponente del centrodestra. Anche in questo caso, come per il Pd, non è da escludere una destra che si presenta spaccata alle elezioni.

Movimento 5 stelle – C’è attesa, invece, per il Movimento 5 Stelle e il nome del candidato sindaco. Forti del risultato alle politiche e di quanto fatto pochi giorni fa in Molise, i 5 Stelle puntano a conquistare Palazzo di Città per mettere ordine a piazza del Popolo, ma anche nelle altre aziende pubbliche in cui è presente il Comune di Avellino, a cominciare dall’Alto Calore. La loro campagna elettorale è già cominciata, ma ancora non è stato ufficializzato il nome del candidato sindaco. Le indiscrezioni dicono Vincenzo Ciampi, ma ci potrebbero essere sorprese.

Civiche – Oltre ai partiti maggiori e le ambizioni dei singoli, alle prossime amministrative ci sarà una forte carica di civiche che potrebbero correre da sole, a cominciare da “I cittadini in Movimento”, con Massimo Passaro in prima linea, già da anni attivi in città.

Nota a margine – La guerra dei manifesti ha sempre segnato l’avvio della campagna elettorale. Difficilmente, però, ha portato frutti. Lo sa bene Giovanni D’Ercole che, nel 2013, partì con largo anticipo, salvo poi ritirare la sua candidatura, lo sa meglio anche Gianluca Festa da sempre precursore degli eventi (in tema di campagna elettorale). 5 anni fa, però, l’unico risultato fu un posto in consiglio comunale (all’opposizione), salvo poi spostarsi dall’altro lato dell’Aula. Insomma, Avellino non sembra amare gli slogan.


Commenti

  1. […] Avellino – Partiamo ovviamente dal capoluogo. Tramontata, qualora fosse stata davvero presa in considerazione, la pista di una larghissima coalizione che abbracciasse sia il centrosinistra che il centrodestra, in opposizione ad un Movimento 5 Stelle che appena due mesi fa si era aggiudicato alla tornata politica oltre il 40% dei consensi. Per il punto si rimanda al dettagliato articolo del collega Marco Imbimbo. […]

  2. […] Avellino – Partiamo ovviamente dal capoluogo. Tramontata, qualora fosse stata davvero presa in considerazione, la pista di una larghissima coalizione che abbracciasse sia il centrosinistra che il centrodestra, in opposizione ad un Movimento 5 Stelle che appena due mesi fa si è aggiudicato alla tornata politica oltre il 40% dei consensi. Per il punto si rimanda al dettagliato articolo del collega Marco Imbimbo. […]