Tornano a marzo le Domeniche gratis al Museo: i siti aperti in provincia di Avellino e in Campania

Tornano a marzo le Domeniche gratis al Museo: i siti aperti in provincia di Avellino e in Campania

5 marzo 2016

Torna a Marzo l’appuntamento con le Domeniche gratis al Museo.

Domenica 6 marzo 2016 i siti statali apriranno le loro porte al pubblico in modo gratuito.

L’iniziativa che prevede l’apertura gratuita dei musei la prima domenica di ogni mese, nel corso del tempo sta incontrando sempre di più il favore del pubblico che in massa si riversa agli ingressi dei siti per poter usufruire del biglietto gratuito.

Di seguito, i siti statali aperti al pubblico gratuitamente la prima domenica del mese in provincia di Avellino:

Antiquarium Ariano Irpino

Antiquarium Ariano Irpino

Antiquarium di Ariano Irpino (Tel.: 0825824839)
L’Antiquarium ospita una selezione di materiali provenienti da alcuni siti archeologici dell’Arianese, zona dell’Irpinia posta all’incrocio di vie naturali di transito dalla pianura campana alla costa adriatica. L’esposizione comprende una selezione dei materiali rinvenuti nell’insediamento preistorico in località La Starza di Ariano Irpino, che, dal V millennio a.C., con brevi soluzioni di continuità, è stato frequentato per tutto l’arco della protostoria fino alle soglie dell’età del Ferro.
Una sala è dedicata all’insediamento sannitico di Casalbore, posto lungo il tratturo Pescasseroli-Candela, nel quale è stato individuato un gruppo di tombe a tumulo del VI sec. a.C. e un complesso sacro in località Macchia Porcara incentrato su un tempio italico databile nel III sec. a.C.
Per il periodo romano e medievale la mostra illustra i risultati delle esplorazioni condotte in località S. Eleuterio, dove è stato individuato un centro (vicus) identificato con Aequum Tuticum.

Ex Dogana dei Grani di Atripalda

Ex Dogana dei Grani di Atripalda

Palazzo dell’ex Dogana dei Grani Atripalda (Telefono: 0825626586)
Il Museo del Palazzo ex Dogana dei Grani sorge nei pressi dell’antico sito di Abellinum e costituisce una sorta di raccordo tra l’area archeologica ed il centro storico della città. Qui sono conservati i reperti provenienti dagli antichi insediamenti di Abellinum (Avellino) e di Atripalda. Nel Museo Palazzo ex Dogana dei Grani è ospitata una mostra permanente che comprende reperti provenienti dall’antico insediamento di Abellinum e raccoglie tavole, tele e statue provenienti dalle chiese e dagli edifici distrutti dal terribile terremoto. Si organizzano inoltre esposizioni temporanee di opere recuperate dal territorio.

Area archeologica ad Avella

Area archeologica ad Avella

Antiquarium di Avella (Tel.: 0818251044)
L’Antiquarium è stato inaugurato nel 1996 e si compone di quattro sale espositive, organizzate secondo un criterio cronologico e tematico.
Nella prima sala sono esposti i reperti più significativi provenienti dai siti pre e protostorici della Valle del Clanis. La seconda sala è dedicata alle necropoli di Abella. La terza sala è divisa in due settori: nel primo è esposta un’eccezionale sepoltura di età arcaica che comprende una ricca esemplificazione delle produzioni ceramiche locali e delle ceramiche d’importazione dall’area etrusca e greca. Nel secondo settore sono esposti invece i materiali provenienti da due aree sacre extraurbane, individuate in località Seminario e in località Campochiaro. I rinvenimenti documentano, nel primo caso, l’esistenza di un culto legato alla sfera della fecondità (statuette di kourotrophoi) e della sanatio (ex-voto anatomici), nel secondo connotano il culto di divinità italiche tra le quali emerge la figura di Ercole.

Area archeologica dell’Anfiteatro di Avella (Telefono: 0818251044)
L’area archeologica rappresenta il primo nucleo del Parco Archeologico dell’antica Abella e racchiude l’unico monumento oggi visitale della città romana: l’anfiteatro.

Area archeologica della necropoli monumentale in località Casale – Avella (Telefono: 0818251044)
L’area archeologica comprende un settore della necropoli monumentale che si sviluppò tra la tarda età ellenistica e la prima età imperiale lungo un asse viario extra-urbano che, uscendo dalla città antica di Abella, conduceva ad Ovest verso la pianura campana. Il complesso aperto al pubblico comprende quattro mausolei funerari delimitati da recinti e costruiti in opera incerta o reticolata, con inserti di laterizio.

Area archeologica del Tempio Italico di Casalbore (Telefono: 089224266)
In località Macchia Porcara, presso una sorgente, situata a valle del tratturo Pescasseroli-Candela, è stato portato alla luce un edificio di culto, databile al III sec. a.C., ma che conserva tracce di un’area votiva più antica, databile al VI sec. a.C. Il tempio esastilo (a sei colonne), riferibile ad una tipologia molto diffusa in ambiente medio italico, presenta una cella quasi quadrata tra due ali aperte; i muri della cella proseguono fino alla fronte e terminano con ante, tra le quali restano le tracce delle colonne. Nell’area antistante al tempio, ai lati dell’altare sono emersi i resti di un portico. La gradinata di accesso al tempio presenta ai lati due ampie vasche con fontane, alimentate dalla vicina sorgente. I pavimenti erano in cocciopesto con tessere in pietra calcarea e le pareti dipinte in primo stile (strutturale). Dall’analisi dei depositi votivi si presume che il santuario fosse dedicato alla dea Mefite. A differenza del più noto ed importante santuario dedicato a tale divinità, nella valle d’Ansanto, che resta attivo fino alla prima età imperiale, il tempio di Casalbore viene distrutto nel corso delle guerre annibaliche (215 a.C.).

Foro di epoca romana

Foro di epoca romana

Area Archeologica di Conza della Campania (Apertura è su prenotazione 3493583469 – 082739399 Pro Loco)

L’antica città di Compsa, alla quale era attribuito lo statuto di municipium ascritto alla tribù Galeria, compare nella testimonianza dello storico Livio che narra della sua defezione in favore di Annibale nel 216 a.C. e della sua riconquista, due anni dopo, ad opera di Fabio Massimo. I resti della città romana sono riemersi al di sotto delle rovine del paese moderno di Conza, che fu quasi completamente distrutto dal terremoto del 1980.

Antiquarium di Mercogliano
(Apertura è su prenotazione 0825689823)
L’Antiquarium si trova nel caratteristico borgo antico di Capocastello ed è allestito negli spazi della Cripta della chiesa della Santissima Concezione. Sono conservati reperti provenienti dagli scavi effettuati nella cripta, utilizzata come luogo di sepoltura tra il XVII e il XIX secolo, soprattutto ceramica, epigrafi, medaglie devozionali, fibie di ferro e bronzo, e bottoni metallici, di cui si segnalano alcuni esemplari realizzati nel XIX secolo dalla “Hudson’s Bay Company”, la più antica società commerciale americana. Nella parte più interna, lungo le pareti sono ben visibili “gli scolatoi”.
Altri reperti provengono dal castello medioevale di Mercogliano, per lo più riferibili a ceramiche e monete del periodo angioino ed aragonese.

Parco Archeologico di Aeclanum

Parco Archeologico di Aeclanum

Parco archeologico dell’antica Aeclanum di Mirabella Eclano (Telefono: 0825449175)
Il Parco Archeologico di Aeclanum è situato presso la frazione Passo di Mirabella e si affaccia sulla Via Appia, la Regina Viarum, la strada che collegava Roma a Brindisi e sul cui tratto compreso tra Benevento ed Eclano sono ancora visibili i resti dell’imponente ponte noto come “ponte rotto”.

Museo di San Francesco a Folloni Montella (Telefono: 082769221)
Il Museo dell’Opera annesso al Complesso Monumentale di San Francesco a Folloni, istituito nel 1999, espone oggetti di valore storico ed artistico significativi per la secolare storia del Convento. Sono stati musealizzati arredi e suppellettili lignee, ceramiche, argenti, stoffe, stampe, che vanno dal XV al XIX sec., nonché numerose reliquie. In collaborazione con la Soprintendenza è stata allestita nel Chiostro una nuova sezione del MdO, con una collezione di dipinti (XVI – XIX sec) del patrimonio artistico del Convento. Tra i dipinti sicuramente interessanti sono un San Francesco in estasi che la critica più aggiornata ritiene opera della bottega del pittore Francesco Solimena e una lunetta dipinta raffigurante un’Annunciazione, recentemente attribuita all’artista marchigiano Francesco da Tolentino. Un’altra sala del museo ospita gli arredi originali dell’appartamento di Umberto di Savoia, più volte ospite del convento nel corso della seconda guerra mondiale. Inoltre, dal 2011 è esposto il monumento del conte Diego I Cavaniglia, morto nel 1481, rinvenuta nel 2004 e sottoposta a lungo restauro, costituisce l’unico esempio di questo indumento ancora esistente al mondo.

museo-civico-summonte

Museo civico Summonte

Museo Civico di Summonte – Complesso Castellare (Telefono: 0825 691191 – 0825 691126)
Il Museo, istituito nel 2008, sorge all’interno del Complesso Castellare, che domina il centro urbano di Summonte. Risale ad epoca medievale. Tutta l’area castellare è stata oggetto di riqualificazioni che hanno consentito di ricostituire parte dell’antica cinta muraria normanno-sveva e l’antica torre di avvistamento, dalla quale si può godere di un’ampia vista panoramica, in uno dei luoghi più suggestivi del Parco del Partenio. La fortificazione è citata per la prima volta da fonti documentarie nel 1094.
Il Museo raccoglie due collezioni, la prima “Submontis medievalia” e la seconda riunita nella “sezione archeologica”. All’interno della Torre Angioina, invece, è esposta la sezione relativa ad una parte dei reperti archeologici rinvenuti nel corso delle indagini archeologiche condotte presso l’area castellare dalla competente Soprintendenza tra il 1994 e il 2005. I materiali esposti testimoniano una frequentazione ininterrotta del sito dall’età medievale all’età moderna.

Museo Archeologico di Taurasi

Museo Archeologico di Taurasi

Museo Archeologico di Taurasi (Apertura è su prenotazione 082774004 / 3336064386)
La mostra museo, recentemente inaugurata, raccoglie testimonianze archeologiche del più antico popolamento del territorio di Taurasi e di Mirabella Eclano nella media valle del Calore, riportate alla luce durante campagne di scavo realizzate alle metà degli anni ’90 in contrada S. Martino. Il museo ospita inoltre i reperti rinvenuti negli anni ‘70 nel giacimento del paleolitico medio scoperto nei pressi del paese di Montemiletto, nella cava di Brogna insieme ai ritrovamenti nel territorio del Comune di Torre le Nocelle in contrada Felette risalenti al neolitico finale-eneolitico (V-IV millennio a.C.), insediamento che controllava il passaggio dalla valle del Sabato a quella del Calore.

IN CAMPANIA – Gli orari di ingresso al sito archeologico di Pompei avverrà nelle seguenti fasce orarie: dalle ore 9,00 alle ore 12,30 e dalle 14,30 alle 18.

Ercolano e Oplonti avranno gli ingressi contingentati, dove si chiuderà quando i siti saranno affollati e poi si farà prima uscire e poi entrare di nuovo.

A Caserta saranno gratis solo gli appartamenti della Reggia mentre i giardini sono a pagamento.


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