Torna “Luoghi comuni”: Ossigeno prova a smascherare le fake news della politica

Torna “Luoghi comuni”: Ossigeno prova a smascherare le fake news della politica

21 gennaio 2019

Dopo la pausa natalizia l’associazione Ossigeno, guidata da Luca Cipriano, torna con “Luoghi Comuni”, un ciclo di incontri, nato dal confronto con i giovani e che proprio a loro è rivolto, per indagare la realtà e fornire strumenti utili e qualificati per decifrare il presente.

Domani, martedì 22 gennaio, alle 18, dal Circolo della Stampa di Avellino, riparte il viaggio nella politica e nell’attualità alla ricerca della verità, tra equivoci e fake news, che ha l’obiettivo di smontarne i luoghi comuni con l’ausilio di professori e ricercatori delle più prestigiose Università della Campania.

Il concetto di “Democrazia” sarà il tema del terzo appuntamento che vedrà la partecipazione di Nello Preterossi, professore di Filosofia del diritto e Storia delle dottrine politiche all’Università degli Studi di Salerno e Angelo Di Falco, ricercatore in Storia degli antichi Stati italiani dell’Università degli Studi della Campania «Luigi Vanvitelli».

“La crisi finanziaria divampata nel 2008 ha avuto un effetto disvelante: il neoliberismo mina la democrazia costituzionale – afferma il professore Preterossi – A fronte di un nesso stringente tra globalismo e neoliberismo, è emersa sempre più chiaramente la tensione tra la democrazia costituzionale presa sul serio (soprattutto il suo nucleo fondamentale, legato ai diritti del lavoro, alla piena occupazione, al Welfare) e la globalizzazione neoliberale. Questa contraddizione è all’origine della “crisi d’autorità” (Gramsci) nella quale siamo precipitati”.

“I mercati insegneranno agli italiani come votare”. “L’infelice frase pronunciata dal Commissario al Bilancio della UE, Oettinger, oltre ad indicarci quale sia l’idea di democrazia contemplata nella dottrina neoliberista, ci propone uno spunto per discutere di ciò che resta della democrazia oggi – spiega Angelo Di Falco – Tenteremo di fare il punto sul come è stato possibile arrivare a tale livello di svuotamento democratico, nel nome di un autoritarismo emergenziale, quale quello praticato negli ultimi dieci anni, che impone la subordinazione dei valori della collettività ad astratti vincoli economici”.