Topi e cassonetti bruciati, su degrado e inciviltà Avellino non si smentisce

Topi e cassonetti bruciati, su degrado e inciviltà Avellino non si smentisce

19 novembre 2017

Renato Spiniello – Nella città in cui si tenta di dare fuoco a Oleg l’ucraino, dove i cassonetti dei rifiuti vanno in fumo e dove i clochard muoiono di freddo, non possono mancare le carcasse di topi e ratti perfino in pieno centro cittadino, in quello che è comunemente noto come il “salotto buono”.

La carogna del roditore immortalata nella galleria di Corso Vittorio Emanuele chiude – o almeno si spera – la due giorni di degrado in città, partita con le fiamme al senzatetto di piazza Kennedy, la cui dinamica è ancora al vaglio degli inquirenti, e proseguita con i cassonetti bruciati a due passi dai giardinetti nella medesima agorà. A proposito, sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco di via Zigarelli che hanno domato le fiamme e messo in sicurezza nuovamente la zona dopo neanche 24 ore.

Alla lista di episodi si somma anche l’aggressione subita dal minorenne Yuri appena qualche mese fa. Segno che campanelli d’allarme, in questi ultimi tempi, ci sono stati, ma sono rimasti inascoltati dalle autorità, con i residenti della zona in perenne richiesta di controlli più accurati e magari di un sistema di telecamere di videosorveglianza.

Perché se per limitare i roghi ai rifiuti basta l’ormai imminente introduzione della raccolta “porta a porta” (si parte il 4 dicembre), per violenze ed inciviltà occorre qualcosa di più, e sotto il profilo della prevenzione più che della repressione.