Test Invalsi, forte divario tra Nord e Sud: uno studente su tre non capisce un testo di Italiano

Test Invalsi, forte divario tra Nord e Sud: uno studente su tre non capisce un testo di Italiano

10 luglio 2019

Stamattina, a Roma, sono stati presentati i risultati delle prove Invalsi relativi all’anno 2019 e la fotografia che ne esce divide il Paese. Solo il 65,4% degli studenti raggiunge risultati almeno adeguati in Italiano, mentre la percentuale scende al 58,2% in Matematica. A questo va aggiunto il dato più preoccupante con un’Italia scolastica divisa da Nord a Sud, dove per quanto riguarda l’Italiano Campania, Sicilia e Calabria fanno segnare picchi negativi rispettivamente più bassi del 14%, del 16% e del 19% rispetto alla già non eccelsa media nazionale.

I risultati degli Invalsi mostrano che, alla fine delle elementari, un bambino su quattro non riesce a capire un testo in italiano e ha gravi lacune in matematica. I ragazzi con una buona preparazione in italiano solo solo il 51% in Campania, il 46% in Calabria e il 49% in Sicilia. Quelli che non hanno lacune in matematica, invece, non superano il 36,9% in Calabria, il 39,2% in Sicilia, il 39,6% in Campania e il 41,4% in Sardegna.

Secondo l’Istituto Invalsi “il problema dell’equità, in primo luogo fra territori, ma anche fra le scuole e al loro interno, pare essere l’emergenza maggiore. Le differenze sono piccole nella scuola elementare, per crescere alle medie e diventare ancora più rilevanti alle superiori. Risulta evidente che i dati che emergono dalle prove Invalsi chiamano tutti a un forte impegno per migliorare i risultati di apprendimento dei nostri studenti”.

Nello specifico, le prove Invalsi 2019 hanno coinvolto oltre 1.100.000 allievi della scuola primaria (classe II e V), circa 555mila studenti della secondaria di primo grado (terza media), circa 525mila del secondo anno delle superiori e – come detto novità assoluta di quest’anno – circa 475mila studenti dell’ultima classe delle superiori, prima della maturità.

Le prove, che quest’anno contemplavano anche l’analisi di qualità e attitudini dei nostri studenti di quinta superiore, mostrano un livello critico degli apprendimenti di bambini (seconda e quinta elementare), adolescenti (terza media) e ragazzi (seconda superiore e, appunto, quinta). Si avverte un leggero miglioramento, rispetto al 2018, per gli studenti della scuola superiore di primo grado, soprattutto in Matematica e Inglese, ma l’istruzione al Sud resta un’emergenza.

Il ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti, alla presentazione dei risultati oggi alla Camera ha dichiarato che ci sono “innegabili motivi di preoccupazione, ma anche motivi di novità e interesse”.

“L’Invalsi è uno strumento che consente di avere una foto articolata e dettagliata del nostro lavoro”, ha aggiunto, “come ministero siamo convinti dell’importanza della valutazione standardizzata degli apprendimenti che, tuttavia, si deve integrare e affiancare all’insostituibile ruolo della valutazione dei docenti”. Critico il presidente della Commissione Cultura della Camera, Luigi Gallo (M5s): “Le valutazioni da sole non bastano se non si attiva un processo di miglioramento. Da vent’anni si mappano i guasti, senza però lavorare alle soluzioni”.

I risultati medi di Italiano al termine della II elementare sono molto simili in tutto il Paese. Per Matematica, invece, si riscontrano valori più bassi della media nazionale in alcune regioni del Mezzogiorno (Campania e Sardegna), tendenza che diviene più evidente nei gradi scolastici successivi. Cambia la musica in quinta primaria: aumentano le differenze dei risultati medi con alcune regioni del Sud (in particolare Campania, Calabria, Sicilia) in cui si osserva un numero elevato di allievi con livelli di risultati molto bassi, soprattutto in matematica.

Per la seconda volta, gli allievi di quinta elementare hanno sostenuto anche una prova d’inglese, divisa in due parti: lettura (reading) e ascolto (listening). L’obiettivo è che i bambini raggiungano il livello A1 del quadro europeo di riferimento delle lingue. La percentuale nazionale è buona: l’88,3% per la lettura e l’84% per l’ascolto. Le regioni del Mezzogiorno sono quelle che evidenziano variazioni positive più rilevanti rispetto al 2018, anche se i risultati assoluti permangono meno soddisfacenti di quelli del centro-nord.

Quest’anno, per la prima volta, anche i maturandi hanno fatto il test Invalsi. I risultati mostrano che, in media, 7 ragazzi su 10 hanno raggiunto i traguardi previsti nell’apprendimento della lingua italiana e 6 su 10 quelli relativi alla matematica. L’inglese, invece, resta un buco nero per quasi metà degli studenti.