Tesseramento online, i circoli Pd si destano dopo un lungo (lunghissimo) sonno

Tesseramento online, i circoli Pd si destano dopo un lungo (lunghissimo) sonno

6 marzo 2017

Pasquale Manganiello – Premessa: il tesseramento online non è stata una trovata di Berlusconi o un’entrata a gamba tesa di Grillo dal blog. Il tesseramento online è stato voluto e realizzato dal Partito Democratico. Se il Pd mi dice che pagando 15 euro posso tesserarmi online (e di conseguenza partecipare alla vita democratica del partito decidendo di essere parte integrante del progetto) perché non devo farlo?

Secondo quanto descritto da alcuni segretari, il funzionario Riccardo Tramontana avrebbe assicurato che i tesserati online non avrebbero avuto parte attiva nel prossimo Congresso Provinciale. Evidentemente, con l’apertura della fase congressuale nazionale, le cose sono cambiate in corsa. Con tutto il rispetto, non crediamo che Tramontana possa interferire con le linee guida che arrivano dal Nazareno ed il “tesserificio online” è il risultato di quello che il Pd è o, forse, di quello che è sempre stato.

Addirittura, domani ci sarà una mobilitazione generale dei circoli che assedieranno Via Tagliamento per chiedere il rispetto delle regole. Regole? Le stesse regole che sono state calpestate nell’ultimo anno?

Ecco una serie di domande per tutti coloro che domani riempiranno la sede del Pd:

Cari segretari di circolo, dove siete stati quando una parte del Partito Democratico si alleava alle scorse Amministrative con chi definiva uno dei riferimenti istituzionali nel Parlamento della Repubblica “Bamboccio di Frigento”, umiliando di fatto il vostro partito?

Dove siete stati quando si trattava di pretendere la convocazione dell’assemblea provinciale, in frigo da circa un anno, per discutere e decidere sulle scelte del Partito che rappresentate?

Dove eravate quando, sempre nell’ultimo anno, ognuno ha fatto quel che gli pareva negli Enti di Servizio o alle scorse Provinciali?

Dove siete stati quando c’era da difendere giovani, pensionati, piccoli imprenditori, insegnanti ed altre categorie sociali irpine tartassate da alcuni decreti legge degli scorsi anni e da politiche per niente di centrosinistra?

Il “tesserificio” è di per sè scandaloso, siamo d’accordo. Ma è il Pd stesso che lo permette. E parlare di regole, dopo tempo immemore trascorso a calpestarle, dovrebbe portarvi quantomeno ad un’autocritica.

Ed invece arriva la mobilitazione solo quando sono saltati calcoli e disegni, quando è in pericolo quella “porzione di potere” che forse vi sta a cuore più del programma politico ed ideologico che dovrebbe essere il substrato umano e culturale di ogni impegno politico.

 

Le tessere online verranno convalidate. Se così non fosse sarebbe come quell’arbitro che, dopo aver fischiato un rigore, si accorge dell’errore ed allora ne dà un altro inesistente all’altra squadra. La “compensazione” per preservare lo svolgimento regolare (???) del Congresso irpino è qualcosa che il Pd Nazionale, incasinato com’è, terrà difficilmente in considerazione.