Terremoto – Un artista irpino suona per il Gemelli di Roma

16 aprile 2009

Giovani musicisti del conservatorio “Alfredo Casella” dell’Aquila suonano per i malati del Policlinico Gemelli nell’ambito della rassegna musicale “Giovani artisti per l’ospedale” giunta alla nona edizione. Il suono della memoria e della nostalgia delle milonghe di Astor Piazzolla si apre alle trame di speranza con “Il Postino” di Luis Bacalov. La hall dell’ospedale diventa il simbolo della caparbietà, della duttilità e del desiderio di ricostruzione della popolazione abruzzese colpita la scorsa settimana dal terremoto. “Benché sfollati i ragazzi hanno deciso con i loro insegnati di offrire un gesto di grande coraggio e una prova di orgoglio. – spiega il maestro Alessandro De Luca, direttore artistico della rassegna musicale – Dal 2000 non abitammo mai interrotto questa iniziativa di volontariato neanche davanti a drammi personali, per rispetto verso i pazienti che soffrono il disagio della malattia. Non potevamo annullare il concerto a causa del terremoto”. E i giovani allievi del conservatorio confermano con entusiasmo la partecipazione allo spettacolo. L’Aquila, insomma, prova a ripartire dalla musica. La formazione è piccola, 4 studenti e un docente. Il programma è improvvisato e scritto a mano su un foglio. Al posto dei leggii si usano le sedie. La partecipazione del pubblico è numerosa e calorosa. L’emozione è palpabile tra i musicisti. C’è chi come Alessandro Fischione, 22 anni dell’Aquila, e Angelo Gerardo Giso, studente fuori sede della provincia di Avellino si sono rincontrati per la prima volta dopo il sisma. “Da noi il terremoto nell’80 è stato tragico. – ricorda Angelo – Ora faccio ad Alessandro da supporto morale e sono qui per lui”. La musicista più giovane è Laura Sebastianelli, 14 anni. È arrivata con i genitori e il fratello Davide di 5 anni dal campeggio della costa, a Torino di Sangro. “Continuerò a studiare a Santa Cecilia – afferma Oktawia Kawecke, flautista polacca, in Abruzzo con il progetto Erasmus –. Grazie ai miei professori ho trovato una casa a Roma”. Il Casella, infatti, è inagibile.