Tenta di far entrare la droga in carcere attraverso il ragù: arrestata mamma premurosa

Tenta di far entrare la droga in carcere attraverso il ragù: arrestata mamma premurosa

3 ottobre 2018

Maxioperazione condotta dalla Polizia Penitenziaria presso il carcere di Ariano Irpino. Gli agenti sotto stati aiutati dall’unità cinofile del distaccamento di Bellizzi Irpino e supportati dal Nucleo Investigativo Regionale. Scoperti nel settore colloqui del carcere ufitano 14 pezzi di sostanza stupefacente abilmente occultati all’interno dei tranci di carne al sugo che la mamma doveva far entrare al figlio detenuto, un quarantenne della provincia di Napoli.

Trattasi di hashish dal peso complessivo di 230 grammi. Immediata la comunicazione della Procura della Repubblica di Benevento, il cui magistrato ha disposto l’arresto della donna e la misura degli arresti domiciliari, nonché la perquisizione domiciliare presso l’abitazione di quest’ultima che si trova in un paese nell’entroterra vesuviano.

A dare la notizia è Leo Beneduci, segretario generale O.S.A.P.P. (Organizzazione sindacale autonoma Polizia Penitenziaria): “Il nostro plauso alla professionalità del personale operante, dagli agenti al responsabile del settore e al comandante, che ha permesso di smascherare il traffico illecito di sostanze stupefacenti. I fatti dimostrano che nonostante la grave carenze di uomini, risorse e mezzi (emblematico il caso delle uniformi), la Polizia Penitenziaria si contraddistingue per la capacità di affrontare le quotidiane criticità del carcere in situazioni difficilissime”.

Continua Beneduci: “Ad oggi, al di là dei proclami e di cifre che ci paiono fuori dalla realtà, nessun provvedimento concreto è stato preso dal Governo sull’aumento di organico della Polizia Penitenziaria e sulla destinazione di risorse che rendano più sicuro ed efficace il difficile compito degli agenti in carcere. I numeri sull’aumento di organico restano al momento fermi alle dichiarazioni di principio più che sull’adozione di provvedimenti che prendano in carico e risolvano i problemi della Polizia Penitenziaria e della gestione della pena in conformità con il dettato costituzionale. Sul primo punto il Ministro della Giustizia ci è parso abbastanza silente e questo francamente è un motivo di seria preoccupazione”.