Teatro, l’opposizione: “Chiuso per vostra incapacità”. La maggioranza: “Abbiamo fatto chiarezza nei conti”

Teatro, l’opposizione: “Chiuso per vostra incapacità”. La maggioranza: “Abbiamo fatto chiarezza nei conti”

16 aprile 2018

Marco Imbimbo – Una seduta di consiglio comunale dai toni duri, quella che si è consumata sul Teatro “Carlo Gesualdo” e sulla sua messa in liquidazione, approvata poi con i voti della maggioranza. Al centro delle attenzioni c’è stata la passata gestione del Massimo cittadino, quella che ha ricevuto le accuse del sindaco Foti, ma anche dei consiglieri di maggioranza.

Dall’altro lato dell’Aula c’è stata l’opposizione che ha puntato il dito contro l’amministrazione comunale per il modo in cui è stata gestita l’intera vicenda di un teatro che «ad oggi resta chiuso», hanno tuonato i consiglieri di minoranza, a cominciare da Alberto Bilotta, capogruppo Udc. «È la quarta volta che il teatro arriva in Aula. In questi anni si è perso tempo perché, anziché trovare una soluzione al problema si è pensato a cercare un capro espiatorio. Questa amministrazione ha avuto la grande incapacità di non saper governare i processi».

Sulla stessa linea anche Dino Preziosi (La svolta inizia da te) che accusa la macchina comunale per una totale assenza di controllo sul teatro che, alla fine, ha portato alla situazione attuale: «Siamo di fronte a diversi livelli di responsabilità a cui nessuno ha adempiuto. Noto anche che nel marzo del 2017, determinate fatture non erano riconoscibili, mentre oggi lo sono. Il problema di fondo resta quello di una gestione che se controllata forse non avrebbe portato a tutto questo».

Per Giancarlo Giordano (Si Può), la vicenda del “Gesualdo” segna il «de profundis di questa amministrazione», ma la questione del teatro, secondo l’esponente d’opposizione, avrebbe una data certa e una motivazione chiara: «Nasce sulle elezioni regionali ed esplode dentro il Pd. Il teatro è stato risucchiato dalla crisi del partito, al pari delle altre partecipate», per poi scagliarsi contro il primo cittadino: «Chiuderlo per una mera questione burocratica è da irresponsabili».

Dai banchi della maggioranza si leva la voce di Enza Ambrosone che parla di una «pagina dolorosissima per la città», ma il lavoro di Chiauzzi consegna un «quadro più chiaro sul piano economico. Registriamo una serie di inadempienze e omissioni, senza dolo probabilmente, ma i numeri descrivono una realtà incontestabile». Inoltre Ambrosone contesta anche la strumentalizzazione da campagna elettorale che sta subendo il “Gesualdo”: «E’ già finito sui 6×3».

Il lavoro effettuato dai vari commissari che si sono succeduti, fa emergere molti lati oscuri sulla passata gestione, come denuncia Adriana Percopo: «C’è un ammanco, non è stata rispettata la legge sulla trasparenza, sono stati fatti affidamenti diretti, le short-list non sono state sempre utilizzate». E sorge anche il sospetto che «tutto ciò non sia accaduto solo negli ultimi 5 anni».

Ida Grella, invece, allontana ogni sospetto di motivazione politica dietro alla vicenda “Gesualdo”, come denunciato da Giordano. «Ricostruzioni fantasiose. Quel Cda venne nominato da Foti, ci sono sempre stati contrasti con l’amministrazione, ma il crack si è avuto quando i revisori dei conti del Comune hanno evidenziato l’ammanco di cassa, quella che oggi consideriamo “insussistenza”». Da allora, secondo Grella, è stato inevitabile avviare un percorso che, poi, ha portato alla liquidazione del teatro, ma anche a far emergere una situazione contabile poco chiara: «Fatture senza impegni di spesa, totale mancanza della pubblicità degli atti, delle nomine, delle convenzioni sottoscritte». E poi una bordata ai manifesti di Luca Cipriano: « Rispondo ai 6×3. “Teatro mai più chiuso, mai più amministrato così”».

Anche il capogruppo Pd, Geppino Giacobbe, parla di «fantapolitica», riferendosi alle accuse di Giordano.«Non c’è stata nessuna macchinazione del sindaco e dell’amministrazione per eliminare l’ex Presidente Cipriano da un’eventuale candidatura a sindaco. E’ evidente a tutti, però, che si è cominciata a vedere la trasparenza solo dopo le dimissioni del Cda».