Taurano ricorda 3 persone della comunità con intitolazione strada

25 novembre 2010

Il Consiglio Comunale di Taurano ha approvato nella riunione del 24 novembre la toponomastica di due strade e l’intitolazione del campo sportivo – di cui si stanno ultimando i lavori di ristrutturazione. Le strade interessate da questi cambiamenti sono: Via Piazza che sarà intitolata Via Padre Giovanni Maria Colello, o.s.m. (ordine dei servi di Maria) e la Bretella Taurano-Monteforte che verrà intitolata a Nunziante Scibelli, prima vittima innocente nel 1991 delle faide mafiose del Vallo di Lauro. Il campo sportivo sarà invece intitolato ad Aniello Graziano, persona molto cara alla comunità di Taurano, spentasi per un male incurabile nel 2008, che si è molto prodigato per lo sport, come strumento di relazione e di confronto. La proposta è stata lanciata dall’Assessore Comunale Gaetano Maffettone e votato all’unanimità dal Consiglio Comunale. Attraverso il segno stabile dell’intitolazione si vuole ricordare personalità importanti che le hanno dato buona fama nel servizio alla comunità cristiana, come P. Giovanni Maria Colello, o che sono diventate il segno tangibile della necessità della lotta contro l’ingiustizia della criminalità organizzata, come Nunziante Scibelli, o che, come Aniello Graziano con la sua triste storia, hanno scosso la coscienza risvegliando la passione per la vita, per lo sport, per la socialità e la relazionalità. Ma non solo. Con questa proposta si vuole inculcare, soprattutto alle nuove generazioni, – e risvegliare negli altri – l’importanza della memoria collettiva, patrimonio comune di una realtà cittadina che nel presente deve procedere verso il futuro guardando sempre al passato, e della testimonianza dei singoli, utile a fornire esempi di vita vissuta. Ma conosciamo meglio queste tre personalità. P. Giovanni Maria Collello (Taurano 1930 – 2004) è stato un frate presbitero di voti solenni nell’Ordine dei Servi di Maria della famiglia provinciale della SS. Annunziata. Originario di questa comunità, a 17 anni entrò nell’ordine e fu ordinato sacerdote nel 1955. Ha ricoperto il ministero di parroco a Manduria e a Taranto e vari compiti a livello provinciale tra cui quello di Priore per ben due mandati. Colpito da una malattia,accettata con fede esemplare, si è spento a Taurano nel 2004 con serenità e circondato dall’affetto della nipote Giovanna Maria Colello e della sua famiglia. Nunziante Scibelli (1975-1991), un operaio di 26 anni, è stata la prima vittima innocente della sanguinosa faida tra i clan Cava e Graziano nel Vallo di Lauro. Morì il 30 ottobre del 1991 nella frazione Ima di Lauro, trivellato di colpi per errore in uno scontro a fuoco. Miracolosamente illesa nell’ “attentato” la moglie Francesca, incinta di 7 mesi, che darà alla luce una bambina con lo stesso nome del padre. Nunziante Scibelli è diventato per l’intero Vallo di Lauro un simbolo eloquente della lotta alla criminalità organizzata che spesso e volentieri manda molti a morire al posto loro, molti prima di loro. Nel 2008 gli è stata dedicata una lapide sul luogo dell’attentato ed è partita una vera e propria campagna di sensibilizzazione delle coscienze a impugnare le armi della legalità e della onestà contro chi per tacito consenso calpesta non solo la legge ma anche la dignità. Aniello Graziano (-2008), marito e padre esemplare, si è distinto nella comunità di Taurano per la forte passionalità, dimostrata soprattutto negli anni giovanili, con cui ha realizzato e promosso attività sportive mirate alla cementazione della relazionalità. Accogliente e cordiale, ha tristemente turbato l’intera comunità di Taurano con la sua improvvisa e fulminante malattia. L’Assessore Gaetano Maffettone concludeva con frase del filosofo statunitense “William James”, che “l’uso migliore della vita è quello di spenderlo per qualcosa che vada al di là della vita stessa” e questi tre figli di Taurano hanno dato con la loro vita breve e lunga, semplice e nascosta un esempio di passione per la vita capace di contagiare, entusiasmare e spronare. Verranno ricordati con il loro nome su una strada e additati come modelli, ma sono certo che hanno eretto con la loro vita – come diceva il poeta latino Orazio – un monumento perenne, più durevole del bronzo e di una targa, che pur son destinati a perire. (di Ilaria Tranfaglia)


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