Taccone, tuoni sul Comune: “Ora basta, così Italpol si allontana”

Taccone, tuoni sul Comune: “Ora basta, così Italpol si allontana”

3 marzo 2018

Claudio De Vito – Walter Taccone alla fine non ce l’ha fatta a rimanere in silenzio di fronte all’ennesima bordata arrivata da Piazza del Popolo nell’ambito dell’annosa querelle riguardante lo stadio “Partenio-Lombardi”.

“L’Avellino ci faccia sapere come intende saldare il debito di 900mila euro (per i canoni pregressi) entro quindici giorni o la convezione per l’utilizzo dell’impianto decade” aveva fatto sapere 48 ore fa l’assessore al Patrimonio Paola Valentina, dopo che il Comune aveva riconosciuto la cifra di 300mila euro circa (e non quella di 1,2 milioni richiesta) al club biancoverde per i lavori effettuati dal 2013.

Un aut aut che il patron dell’Avellino, impegnato in questi giorni sul fronte della trattativa societaria con il gruppo Italpol, ha mandato giù a fatica ma prima di digerirlo ha valuto diramare una dura nota di replica.

La nota. “Nella qualità di Presidente dell’U.S. Avellino – si legge – mi ritrovo trascinato in una polemica tanto unilaterale quanto inutile a proposito dello stadio Partenio – Lombardi. Avevo inizialmente pensato di non perdere tempo a controbattere, ma voglio che i nostri tifosi (i quali, peraltro,  conoscono ormai questa storia a memoria) non abbiano il  minimo dubbio su come stanno le cose. Il nome dell’Avellino e mio personale non possono essere impunemente menzionati a sproposito”.

I fatti. “L’Unione Sportiva Avellino 1912 s.r.l. e il Comune di Avellino hanno sottoscritto un Protocollo d’Intesa, in base al quale il Comune di Avellino entro il 29 aprile 2017 avrebbe dovuto quantificare  l’importo delle spese sostenute dall’ “Unione Sportiva Avellino 1912 s.r.l.”  per lavori ed opere realizzati ed installate presso  lo stadio  “Partenio-Lombardi” di Avellino. Ad oggi ciò non è ancora avvenuto in modo completo! Per alcune voci abbiamo spiegato le motivazioni per le quali debbano esserci rimborsate. Ebbene, non solo non sono state contabilizzate, ma non sono state indicate le motivazioni per le quali non sono state contabilizzate! Abbiamo presentato un piano di rateizzazione per i canoni 2017/2018 e lo stiamo regolarmente pagando! A differenza di altre occasioni, nelle quali, anche su consiglio dei miei professionisti, avevo soprasseduto rispetto a dichiarazioni inopportune, in questo caso dico: ora basta!”

L’interferenza. “Solo due giorni fa ero a Roma, dove ho incontrato l’amministratore e i proprietari del gruppo Gravina, che ha un fatturato di circa 120 milioni di euro all’anno, per perfezionare la cessione di una parte delle mie quote, al fine di consentire all’Avellino, che tutti noi (o quasi tutti…) amiamo, di ambire a traguardi sempre più ambiziosi. Quanto le suindicate dichiarazioni, simili a fastidiose punture di zanzara, facciano bene ad una trattativa così delicata, è ovviamente chiaro a tutti”. L’operazione per la cessione del pacchetto di maggioranza delle quote sembra vicina, ma Italpol vorrebbe vederci più chiaro proprio sul credito vantato dal Comune.

La controffensiva. “Qualcuno vuole artificiosamente creare situazioni di conflitto con l’Unione Sportiva Avellino: finora le abbiamo evitate, in quanto i nostri professionisti le hanno giudicate giuridicamente inutili e controproducenti per entrambe le parti, ma, se proprio qualcuno ci trascina, finalmente potremo utilizzare tutti gli argomenti che la legge ci mette a disposizione e che finora per correttezza, essendoci un dialogo aperto tra le parti, non abbiamo menzionato.  Chiunque infanga o ha infangato il buon nome mio e dell’Unione Sportiva Avellino ne risponderà in ogni sede”.

Il rilancio. “Una ulteriore riflessione: se non vengono considerate le migliorie strutturali eseguite (tornelli, videosorveglianza, ecc..) chiunque potrebbe pensare che, poiché sono di proprietà della U.S. Avellino, queste migliorie potrebbero essere tolte, con conseguente mancata omologazione dello stadio per le gare ufficiali. E’ questo che vuole il Comune di Avellino, che si troverebbe nella condizione di non poter più utilizzare la struttura per nessuna gara di calcio professionistico? O è questo che vuole solo una parte ben circoscritta del Comune di Avellino? Chiedo inoltre di sapere se l’amministrazione comunale e il sindaco condividono forma e modi più volte utilizzati dall’assessore in questa vicenda. Da parte mia, confermo l’impegno, volto a consolidare uno dei pochi patrimoni di cui si può vantare questa provincia: l’Avellino Calcio”.