Svolta nel Processo Bus: Cantelmo spinge per il video di Zadra

Svolta nel Processo Bus: Cantelmo spinge per il video di Zadra

16 marzo 2018

Renato Spiniello – Quella del 28 marzo prossimo si prospetta un’udienza scoppiettante nell’Aula di Corte d’Assise di Piazzale De Marsico. Il riferimento è al lungo procedimento penale instauratosi dopo i tragici fatti del 28 luglio 2013, quando sul Viadotto di Acqualonga, lungo l’A16, un bus con a bordo 48 passeggeri ha sfondato le barriere precipitando nel vuoto.

Nell’ultima udienza, celebratasi stamane dinanzi al giudice monocratico Luigi Buono, il Procuratore Capo Rosario Cantelmo ha chiesto di acquisire agli atti del processo penale una perizia relativa al rito civile che si sta svolgendo parallelamente. La richiesta ha trovato ferma opposizione da parte dei legali di Autostrade per l’Italia e il giudice si è riservato la decisione – appunto – al prossimo 28 marzo.

Lo stesso giorno verrà escusso anche il teste della difesa di Vittorio Saulino (uno dei due indagati della Motorizzazione Civile di Napoli) Carlo Manzo e altri due testimoni di Autostrade.

Non è finita, perché sempre il giudice Buono dovrà decidere se far proiettare o meno un video, finora né visionato né acquisito nel corso del dibattimento, realizzato dal Sovrintende Capo della Polizia di Stato di Vicenza, Carlo Alessandro Zadra, tra i primi teste ad essere escussi dalla pubblica accusa.

Il poliziotto ha lavorato ad una ricostruzione dinamica in tre dimensioni del sinistro supportata dall’utilizzo di ricevitori satellitari che riescono a fornire una precisione con un margine di tolleranza che non supera i 5 cm. Nel video il sovrintendente mostra che la velocità del bus quando entra nell’occhio elettronico di Autostrade per l’Italia, al chilometro 34, oscilla tra i 78 e gli 83 km/h e che l’angolazione dell’impatto con la barriera New Jersey è pari a 7°. Conclusioni che differiscono dalla ricostruzione dei consulenti nominati dalla società gestore della strada.

Cantelmo per sollecitare il giudice a far visionare il filmato presenterà in Aula l’esponente di Polizia non più come testimone, bensì come consulente. Allora il giudice Buono deciderà o meno se prendere in considerazione la consulenza e far proiettare il video.