Summonte – Auto pirata travolge ciclista, muore il neurochirurgo Del Gaizo. La Renault è intestata ad una persona deceduta

6 maggio 2005

Summonte – Era già grave quando era stato trasportato al Moscati di Avellino. Alla fine non ce l’ha fatta il 60enne di Avellino, Saverio Del Gaizo medico originario del napoletano trasferito in Irpinia da alcuni anni, deceduto nel Reparto di Rianimazione per la gravità delle ferite riportate: gli erano stati diagnosticati un trauma cranico con un esteso ematoma e fratture multiple e scomposte. Il ciclista era in sella alla sua bicicletta in direzione Ospedaletto D’Alpinolo quando improvvisamente è stato investito da una vettura da rally che sopraggiungeva nella corsia opposta. Una Renault 5 modificata per corse sportive che è risultata essere intestata ad Aniello Genovese, figlio di Modestino, morto circa un anno fa in seguito ad un incidente sul lavoro. L’auto era intestata ad un morto. Un impatto violentissimo in Via del Campo che ha fatto cadere rovinosamente il ciclista: si è accasciato sull’asfalto ed è stato solo grazie ad un automobilista, che purtroppo non ha assistito all’incidente, che sono arrivati i volontari del 118. Sul posto anche i Carabinieri della locale Stazione e del Comando Provinciale di Avellino, guidati dal Tenente Stefano Di Napoli: al loro arrivo dell’investitore neppure l’ombra. Resosi conto di quello che aveva provocato, infatti, invece di prestare soccorso si è dato alla fuga. Da una prima ricostruzione dei fatti, l’investimento si sarebbe verificato a causa della velocità sostenuta con la quale sopraggiungeva la macchina da corsa: il conducente avrebbe, all’altezza della curva di Summonte, perso il controllo e dopo aver sbandato ha finito la sua folle corsa invadendo la corsia opposta con il conseguente investimento del ciclista. I Carabinieri, dopo i primi accertamenti del caso hanno avviato le indagini, , al fine di identificare il “pirata della strada”: sul suo capo pendono le accuse di omissione di soccorso e omicidio colposo. Saverio Del Gaizo aveva una grande passione per le due ruote, a bordo della bici quasi ogni giorno amava percorrere vari chilometri tra Ospedaletto e Summonte prima di rincasare. L’uomo non aveva con se nessun documento e solo quando è arrivato al Moscati, dal rinvenimento del cellulare all’interno della tasca della tutina, con l’ultima telefonata effettuata dal professionista si è riusciti ad identificare il neurochirurgo. Una persona stimata che aveva in passato prestato servizio presso l’Ospedale Cardarelli di Napoli con la passione per la bicicletta con la quale si cimentava in lunghe ma brevi passeggiate sui tornanti della Statale 88. (redazione cronaca)