Summit in Prefettura sulla riapertura dell’A/16 nel tratto interessato dalla frana in località Alveo Vecchio

by 10 marzo 2005

Frane, frane e ancora frane… Ininterrotti, da oltre 48 ore, gli smottamenti sull’A/16: dopo l’ultimo cedimento registrato nel tardo pomeriggio di mercoledì sempre all’altezza del viadotto Alveo Vecchio, ieri summit a Palazzo di Governo. Il Comandante della Polstrada, Alessandro Salzano, ed il responsabile della Società Autostrade, Nicola Spadavecchia, hanno resocontato l’attuale situazione della Napoli-Canosa: la situazione riveste ancora preoccupazione tant’è che sono in essere monitoraggi al fine di garantire le normali condizioni di sicurezza e ripristinare la circolazione. Il Prefetto Costantino Ippolito, infatti, si è riservato di decidere se riaprire o meno l’uscita di Lacedonia: una decisione che sarà assunta solo questa mattina dopo l’esito di nuove verifiche lungo i 110 metri del viadotto. Una rischiarita, dunque, che potrebbe consentire ai soli tir diretti all’area del Calaggio di transitare lungo l’A/16 come pure le autovetture private: una presa di posizione necessaria in quanto per ripristinare il viadotto colpito dalla frana con il successivo spostamento della carreggiata di circa un metro non saranno sufficienti trenta giorni, come si era detto in un primo momento.
Intanto, sempre ieri mattina, i segretari provinciali di Cgil, Cisl e Uil, nelle persone di Ruggiero Cutillo, Enrico Ferrara e Antonio Festa, hanno incontrato il Prefetto Ippolito “…abbiamo voluto esprimere il nostro ringraziamento per la sensibilità dimostrata nel consentire, a seguito della chiusura del tratto autostradale lungo la Napoli-Bari, in conseguenza degli eventi franosi dei giorni scorsi, il transito degli automezzi diretti alle aziende ubicate nell’area industriale del Calaggio evitando, così, conseguenze negative sulla produzione e per i lavoratori”. Alle parole di elogio la Triplice ha aggiunto anche valutazioni “…in considerazione dell’inevitabile approssimazione con la quale gli autotrasportatori vengono fatti defluire, sarebbe opportuno rafforzare la segnaletica ed informare, attraverso Isoradio, gli interessati della possibilità di accedere alle zone industriali”. Sature, però, sono le strade statali e provinciali sulle quali è stata dirottata la viabilità autostradale: la SS90 delle Puglie, infatti, non ce la fa più. Sta per “scoppiare” e al fine di evitare l’intasamento il Sindaco di Ariano Irpino, Domenico Gambacorta, ha presentato all’Anas e alla Società Autostrade la richiesta di individuare nuovi percorsi alternativi. Una prima risposta viene fornita proprio dall’azienda autostradale: i veicoli che provengono da Canosa devono uscire obbligatoriamente a Candela, percorrere per circa 10 chilometri la strada statale 655 in direzione di Foggia, proseguire sulla strada statale 161 in direzione di Castelluccio dei Sauri fino a il bivio con la strada statale 90, quindi seguire le indicazioni per Ariano Irpino e raggiungere Grottaminarda, da dove è possibile il rientro in autostrada. I veicoli provenienti da Napoli, devono uscire obbligatoriamente a Grottaminarda, percorrere l’itinerario inverso e rientrare a Candela. Chi dalla Puglia viaggia verso il Lazio, può percorrere l’A/14 Adriatica fino a Pescara, da dove è possibile proseguire per Roma utilizzando le autostrade l’A/25 e l’A/24. Un ulteriore percorso alternativo per i mezzi pesanti è quello di uscire dall’A/16 alla stazione di Avellino est, percorrere il raccordo Avellino–Salerno per circa 1 chilometro e seguire le indicazioni per la strada statale numero 7 bis Ofantina in direzione Lioni. Successivamente percorrere la strada statale 401 dell’Alto Ofanto e del Vulture in direzione Melfi, quindi la strada statale 655 Bradanica verso Candela, da dove è possibile rientrare in autostrada.


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