Suicidio Ariano Irpino, la nota di Rifondazione Comunista

Suicidio Ariano Irpino, la nota di Rifondazione Comunista

27 febbraio 2020

Di seguito la nota di Tony Della Pia – Rifondazione Comunista:

“L’Irpinia era e forse lo e’ ancora, una terra bella, avrebbe potuto offrire tante opportunita’ di vita e di lavoro, sopratutto dopo il drammatico terremoto del 1980 ma, la classe politica dirigente dell’epoca ha deciso destini, realizzato sacche di potere, contaminato intere collettivita’ rendendole subalterne e complici. Piccoli privilegi in cambio dei diritti elementari, miseri favori contrapposti alla dignita’ di donne e uomini, intere generazioni vendute in nome del profitto. Presunti imprenditori in pompa magna ci hanno invaso, forti della collusione con chi gestiva le stanze dei bottoni , senza rischiare un centesimo hanno impiantato improbabili siti produttivi inadeguati al territorio, con l’unico scopo di incassare la montagna di fondi pubblici,di tutto cio’ resta il deserto; hanno cambiato le nostre vocazioni, imbastardito le culture, distrutto ogni reale possibilita’ di sviluppo. L’Irpinia, come gran parte dell’appennino centro meridionale , soccombe schiacciata dalla spoliazione e dalla desertificazione produttiva, i colonizzatori attuali narrano che le terre oramai abbandonate dai contadini ,resi operai ma rimasti nel limbo, serve riutilizzarle per realizzare mega impianti eolici utili solo alle multinazionali, oppure per bucarle e ricavarne petrolio dal sottosuolo, intanto la criminalita’ organizzata continua ad allungare i suoi tentacoli. Chi resta vive una vita incerta, sovente triste, colma di paure , la precarieta’ oramai e’ un privilegio, poi accade che qualcuno non regge piu’ e muore suicidato, i colpevoli sono e saranno sempre gli stessi! Addio fratello nostro, che la terra ti sia lieve”.