Successo a Manocalzati per il convegno dal titolo: “Referendum, le ragioni del No”

Successo a Manocalzati per il convegno dal titolo: “Referendum, le ragioni del No”

by 18 ottobre 2016

Manocalzati – Si è tenuto sabato pomeriggio, nella biblioteca della città di Manocalzati, il convegno dal titolo “Referendum le ragioni del No”, organizzato dall’associazione politico-culturale primavera irpinia presieduta da Sabino Morano.

Nella biblioteca gremita di cittadini è stato presentato il circolo di primavera irpinia della città di Manocalzati, inoltre, durante il convegno è stato nominato il referente comunale di primavera irpinia nella persona del dr. Luciano Natalino.

L’evento ha visto la partecipazione oltre che del presidente Sabino Morano e del neo eletto referente per il comune di Manocalzati Luciano Natalino, di Massimo Bimonte, Giovanni D’Ercole, Ettore de Concilis, Franco D’Ercole ed Arturo Meo.

L’evento è stato moderato dal giornalista Erminio Merola, il quale con grande professionalità ha dato inizio ai lavori e gestito la conferenza.

Luciano Natalino ha iniziato i lavori ringraziando gli ospiti e tutti gli intervenuti, ha proseguito, ancora, spiegando nel dettaglio i difetti tecnici e le “false promesse” della Riforma Renzi-Boschi, precisando bensì come la Costituzione non sia un dogma immodificabile, a condizione che le modifiche proposte siano chiare ed utili e non dannose per la società civile.

A seguire, dopo i brevi saluti del vicesindaco Carmine Rotella, è intervenuto Sabino Morano, che ha esposto le ragioni politiche del “no” alla riforma,” facendo emergere un quadro desolante della Riforma Renzi-Boschi. S’è compreso come, dietro gli slogan, ci sia solo tanta confusione.

La Riforma Renzi-Boschi si svela, ad una più attenta analisi, una riforma tanto per fare qualcosa, tanto per vantarsi di aver fatto qualcosa.

Nei vari interventi è stato precisato alla folta platea, da parte dei relatori, la falsità dei risparmi sui costi della politica, infatti, se si fosse voluto risparmiare sui costi della politica, si sarebbe potuto abolire il Senato, perché il monocameralismo costa meno del bicameralismo.

Se si fosse voluto risparmiare sui costi della politica, si sarebbe potuto dimezzare il numero complessivo dei  parlamentari.

Se si fosse voluto risparmiare sui costi della politica, si sarebbe potuto dimezzare il trattamento economico dei parlamentari.

Si sono domandati i relatori: bisogna veramente ridurre i costi della democrazia? oppure, dobbiamo combattere sprechi e ruberie che sempre più spesso si sentono dalle televisioni o si leggono dai giornali. La democrazia costa, non c’è dubbio, ma certo non possiamo abolirla solo per questo. Gli sprechi, invece, quelli sì, vanno azzerati, le cattedrali nel deserto abbattute, la corruzione e il peculato puniti senza indulgenze, senza prescrizioni. La Riforma Renzi-Boschi confonde il costo della politica con gli sprechi e le ruberie, che, invece, rimangono. Non è vero che il bicameralismo proposto da questa riforma sia migliore di quello attualmente vigente. E non è vero che fare più leggi e più rapidamente sia una cosa buona.

Le leggi in Italia sono troppe e di pessima qualità. Si tira avanti a forza di decreti. Le leggi, invece, devono essere poche e chiare. Questa riforma, al contrario, rende più complesso e incerto il procedimento di formazione delle leggi e non offre alcuna garanzia proprio sulla qualità delle stesse. Non è vero che questa riforma garantisce ai cittadini una maggiore partecipazione democratica, Infatti, il testo, innalza da 50 mila a 150 mila il numero dei cittadini firmatari dei disegni di legge di iniziativa popolare. Per il Governo Renzi, questa riforma è stata senz’altro utile, perché è riuscita a distrarre il popolo dai numerosi problemi irrisolti che attualmente ci sono, dalle pressanti risposte mai date, dalle molteplici promesse non mantenute.