Strage bus A/16, Cantelmo: “Autista non ha responsabilità”

11 giugno 2014

Avellino – “Fin dall’inizio delle indagini non sono emerse responsabilità a carico dell’autista”. Lo ha detto il capo della Procura di Avellino Rosario Cantelmo all’Agi. Cantelmo non avrebbe escluso che nel corso del processo sull’incidente avvenuto il 28 luglio scorso lungo l’autostrada A16 Napoli-Bari all’altezza del viadotto Acqualonga a Monteforte Irpino l’autista possa diventare parte offesa. Ciro Lametta era alla guida del mezzo che lo scorso luglio è precipitato in seguito al cedimento dell’impianto frenante e delle barriere di protezione del viadotto. Risulta indagato assieme ad altre 4 persone per omicidio colposo plurimo e disastro colposo.

“Non ho ancora visionato la perizia – ha sottolineato Cantelmo – ma dai colloqui con i periti la posizione di Lametta era abbastanza chiara sin dall’inizio. Nell’incarico conferito ai periti avevamo posto dei quesiti sulla tenuta delle barriere – ha aggiunto – che erano inadeguate in quanto vecchie. Bisognava stabilire se, pur essendo inadeguate, con una perfetta manutenzione avrebbero potuto reggere all’impatto. Pare invece che gli ancoraggi fossero talmente deteriorati, che al primo urto i new jersey si sono spostati e successivamente sono precipitati”.

Sulle conclusioni alle quali sono giunti i consulenti Alessandro Lima, Vittorio Giavotto, Andrea Demozzi e Lorenzo Caramma non anticipa considerazioni. Per Cantelmo Autostrade per l’Italia dovrà chiarire le proprie responsabilità. La procura di Avellino nei mesi scorsi aveva inviato ad altre procure una segnalazione su tratti autostradali particolarmente esposti alle intemperie. Da qui il sequestro del tratto autostradale toscano. “Per Aspi – riferisce il procuratore di Avellino – il deterioramento degli ancoraggi è dovuto all’impiego del sale e dunque bisogna verificare lo stato delle barriere dove se ne fa un massiccio impiego”.