Strage A16, è bagarre in Aula. “Scarsa manutenzione” per il superperito, Cantelmo: “Controllare tutti i viadotti italiani”

Strage A16, è bagarre in Aula. “Scarsa manutenzione” per il superperito, Cantelmo: “Controllare tutti i viadotti italiani”

12 settembre 2018

Renato Spiniello – E’ stato il giorno della superperizia nell’Aula di Corte d’Assise di Piazzale De Marsico. Dopo quelle di Procura e Autostrade, è toccato al perito d’ufficio nominato dal giudice monocratico Luigi Buono, il professor Felice Giuliani dell’Università di Parma, provare a far chiarezza su una delle più gravi stragi avvenute sulle strade italiane.

Era infatti il 28 luglio del 2013 quando 40 persone, tra cui diversi bambini, precipitarono nel vuoto sul viadotto di Acqualonga, lungo l’autostrada A16, a bordo di un autobus proveniente da Pietrelcina, paese natale di Padre Pio.

Alla sbarra, nel lungo processo insediatosi due anni dopo, quindici persone fra i quali l’ad di Autostrade per l’Italia, Giovanni Castellucci, l’attuale condirettore operation (all’epoca dei fatti direttore di tronco) Paolo Berti e Riccardo Mollo, ex direttore generale. I primi due iscritti all’elenco degli indagati anche dalla Procura di Genova, nell’ambito dell’inchiesta per il crollo del ponte Morandi.

Compito del consulente quello di rispondere a tre quesiti fondamentali. Stabilire la traiettoria dell’autobus dall’ingresso ad Acqualonga fino alla caduta, tenendo conto delle interazioni con gli altri veicoli presenti e chiarendo sia la velocità che l’angolo d’impatto con le barriere; verificare se fra le cause dell’incidente ci fossero irregolarità, inidoneità e insufficiente consistenza o manutenzione dei New Jersey istallati sul viadotto e, infine, chiarire se l’istallazione di altri presidi di sicurezza e l’ancoraggio al suolo delle barriere con dei tirafondi non corrosi avrebbe potuto scongiurare la tragica caduta.

Giuliani ha stimato la velocità del bus a 90 km/h al momento dell’impatto, con un angolo non superiore ai 12°. Inoltre, sempre secondo il docente di Ingegneria delle Infrastrutture Viarie e dei Trasporti, la mancata manutenzione delle barriere e l’usura degli ancoraggi avrebbero causato il cedimento delle strutture e quindi la caduta del bus nella scarpata. “Con la dovuta manutenzione – ha ammesso in Aula il perito – anche con un angolo d’impatto maggiore le barriere avrebbero retto all’impatto”.

Il professore dell’Università di Parma, oltre a rispondere ai quesiti del giudice Luigi Buono e del Procuratore Rosario Cantelmo, è stato controesaminato dai legali di Autostrade, che in realtà avrebbero preferito un contraddittorio portavo avanti direttamente dai propri tecnici (fra i quali figurano i professori Francesca La Torre, Lorenzo Domenichini, Marco Anghileri e Dario Vangi), sulla scia di una procedura già adottata durante il processo per l’Ilva di Taranto. Il giudice, tuttavia, ha rigettato l’istanza.

“Con la dovuta manutenzione l’incidente non si sarebbe verificato nei tragici esiti” ha continuato Giuliani, confermando le tesi sostenute dai periti della Procura, ovvero i professori Alessandro Lima, Andrea Demozzi, Lorenzo Caramma e Vittorio Giavotto.

Conclusioni, quelle del perito, che diventano “notizia di reato”, in quanto il capo dei pm avellinesi Rosario Cantelmo ha chiesto la trasmissione degli atti alla Procura per verificare se sussistono in tratti autostradali simili al viadotto in questione condizioni di compromissione grave dei sistemi di ancoraggio.

Inoltre, assieme al verbale della deposizione del perito, Cantelmo ha chiesto la trasmissione del verbale del Cda di Autostrade del 18 dicembre 2008, oltre che un report del 2015 di Autostrade per l’Italia sugli interventi sulle barriere.

Richiesta che ha suscitato la reazione degli avvocati difensori, il Procuratore l’ha giustificata con la necessità di chiarire se nelle altre tratte autostradali potrebbero esserci situazioni di pericolo. Affermazione a cui hanno fatto seguito schermaglie tra accusa e difesa che però non hanno convinto Cantelmo a ritirare la richiesta di trasmissione degli atti, sulla quale il giudice dovrà ora esprimersi.

In Aula, come di consueto, erano presenti anche i parenti delle vittime e alcuni superstiti. Questi – che peraltro si sono visti negare da Buono la richiesta di un minuto di silenzio in ricordo delle vittime del ponte Morandi a Genova – in un attimo di pausa hanno attaccato gli avvocati di Autostrade urlando loro “dovete pagare” e applaudito il professor Felice Giuliani per la relazione tecnica.