Strage A/16, l’ascolto dei teste: si insiste sui tirafondi, da chiarire modalità e responsabilità dei controlli

Strage A/16, l’ascolto dei teste: si insiste sui tirafondi, da chiarire modalità e responsabilità dei controlli

7 giugno 2017

Fabrizio Nigro – Prosegue l’ascolto dei teste difensivi nell’ambito del processo sulla strage del Viadotto di Acqualonga del 28 luglio 2013. Questa mattina la nuova udienza presso l’aula di Corte D’Assise del Tribunale di Avellino, presieduta dal Giudice monocratIco Luigi Buono.

Un’udienza poco corposa che ha visto l’ascolto di soli tre teste, ma che ha tuttavia delineato aspetti importanti per quanto riguarda le prassi adottate da Autostrade per l’Italia e dai suoi soggetti esterni, nell’ambito dei controlli manutentivi effettuati su tutto il tratto del viadotto, utili ad approfondire l’iter procedurale che, di norma, viene adottato per il controllo degli elementi stradali.

L’udienza segue e riprende quella dello scorso 26 maggio, quando furono ascoltati altri 5 testimoni sulle medesime questioni, in particolare rispetto ai lavori di ristrutturazione della terza e della settima campata del viadotto, che tuttavia non furono teatro dell’incidente.

Le domande di quest’oggi si sono soprattutto incentrate sullo stato dei tirafondi delle barriere in cemento e sulle norme da seguire in caso di criticità rispetto all’eventuale usura degli stessi, nonché sulla gerarchia da seguire in caso di comunicazione di possibili problemi.

Un aspetto, quest’ultimo, su cui ha battuto più volte il Procuratore della Repubblica Rosario Cantelmo che ha anche chiesto, senza riceverne conferma, se vi fossero ordini di servizio a cui fare riferimento che confermassero l’avvenuta attività di monitoraggio effettuata dai testimoni e dalle società da essi rappresentate.

Primo teste a prendere la parola è stato Antonio Aldarelli, geometra ed addetto alla manutenzione ordinaria del tratto Cassino-Candela di Edil San Felice, che nel 2009 prese parte come caposquadra nei lavori di riqualificazione delle campate 3 e 7, ed in particolare nelle operazioni di rimozione e reinstallazione dei new jersey.

Il testimone Aldarelli, non competente per le specifiche verifiche sui tirafondi, ha spiegato che il controllo degli stessi in caso di rimozione e reimpianto dei new jersey viene di regola effettuato a livello visivo, in quanto i tirafondi rimangono ancorati al terreno per la quasi totalità della loro grandezza e la verifica può essere effettuata soltanto analizzandone la parte visibile. In occasione dei lavori del 2009 sulle campate in oggetto, secondo Aldarelli, i tirafondi si trovavano in buone condizioni ma furono comunque sostituiti in quanto si rese necessario il rifacimento del cordolo in cemento. Il teste ha affermato che, tuttavia, sarebbe molto difficile che i tirafondi subiscano logoramento a seguito di corrosione, in quanto sottoposti a zincatura.

Non dello stesso parere il Giudice Luigi Buono che, nell’ascolto del secondo teste Vitantonio Tortora, tecnico di tratta ed addetto alla supervisione degli elementi stradali, ha provveduto a mostrare le foto di alcuni tirafondi deteriorati.

Tortora ha confermato che, di norma e nell’ambito di sua competenza, il controllo degli elementi stradali e delle barriere in cemento viene eseguito a livello visivo, procedendo in auto a velocità moderata e proseguendo a piedi solo in caso di evidenti problemi alla sede stradale o alla segnaletica. Controlli più approfonditi, come fatto notare anche dall’accusa, dovrebbero essere effettuati almeno 2 volte l’anno.

Medesime dichiarazioni quelle rese dall’assistente al traffico di Autostrade Luigi Amitrano, competente dal km 0 al km 50 della tratta, che ha confermato le modalità di supervisione effettuate “a vista”, aggiungendo che tali controlli vengono effettuati da un solo tecnico.

Un aspetto su cui Il Procuratore Cantelmo ha inteso soffermarsi, chiedendo se i controlli fossero da ritenersi efficaci secondo queste modalità, ovvero da un solo addetto impegnato sia alla guida del veicolo che alla supervisione degli elementi stradali.

Per entrambi i teste, tuttavia, ogni anomalia doveva essere segnalate al superiore in grado, l’attuale coordinatore del Centro di esercizio del VI Tronco autostradale Antonio Sorrentino, tra i dipendenti inquisiti di Autostrade.

La prossima udienza è fissata intanto per il prossimo 28 maggio a cui seguirà quella del 5 luglio. In entrambe le sedute si procederà con l’ascolto di altri 9 teste, chiamati in causa dagli avvocati Palombo ed Albanese.