Storace: “Con De Mita in pensione la politica starebbe meglio”

15 aprile 2009

Avellino – “Ci definiscono retrò? Balle, io sono un perfetto internettauta, ho il cellulare sempre collegato a Facebook e curo molto le mie amicizie sul social network”: con questa battuta Francesco Storace ha salutato questo pomeriggio gli iscritti irpini al suo partito, La Destra, nel corso di una conferenza stampa presso la sede provinciale del movimento in via Circumvallazione. Al fianco del leader nazionale Bruno Esposito segretario regionale del partito, e Arturo Meo, coordinatore provinciale che ha specificato: “Il nostro movimento è nato nel 2007 ed oggi ricopre il vuoto lasciato da Alleanza Nazionale, non siamo alla destra di Fini; il nostro è un partito che rappresenta la destra nuova, quella vicina alle fasce deboli del paese, non siamo un partito antirazzista… (lapsus, ndr) vabbè si è capito, no?”. E di elezioni europee ha parlato l’ex presidente della Regione Lazio che ha annunciato la volontà del suo partito di presentarsi agli elettori della sola circoscrizione meridionale: “Scommettiamo sul Meridione per offrire alla gente del Sud il rifiuto alla rassegnazione. Fino ad oggi l’alternativa per i cittadini meridionali è stata la scelta tra un centro destra a vocazione nordista e ad una sinistra, come quella di Del Turco, Vendola, Loiero e Bassolino, uomini che avrebbero dovuto rappresentare la speranza del cambiamento e che invece hanno portato il Mezzogiorno al fallimento”. E ritorna sul suo rapporto col social network più popolare del momento su cui, ovviamente, riceve decine di messaggi di iscritti e simpatizzanti di La Destra: “Ricevo tante lettere di giovani meridionali che però vivono a nord Italia o, peggio ancora, al nord Europa. Sono i nuovi migranti. Ecco se io dovessi fare una riforma costituzionale sancirei il diritto di vivere nei luoghi in cui si è nati col supporto dello Stato”.
Eppure la data delle elezioni si avvicina e per le piccole formazioni l’asticella del 4% rende indispensabile il discorso alleanze: “Sia chiaro noi ci candidiamo per vincere, non per partecipare, ma il limite del 4% è una cosa infame. Per questo c’è bisogno di un cartello elettorale ampio, purché siano tutelati la nostra identità e i nostri obiettivi. In queste ore a Roma si sta discutendo di alleanze, principalmente con il Movimento per le Autonomie e Raffaele Lombardo di cui apprezzo la scelta di autonomia e coraggio di candidarsi con noi e non con il Pdl. E ora non chiedetemi a quale gruppo europeo ci iscriveremo perché questa risposta verrà dopo. Per ora noi parliamo pure col diavolo, purché non interferisca con la nostra battaglia: spostare a destra il bipolarismo nel Paese”. Qualcuno ricorda all’ex Ministro della Salute del terzo governo Berlusconi che la maggioranza degli elettori alle ultime politiche ha sancito la vittoria del centro destra: “Un governo che dà i soldi a Gheddafi e non aumenta gli stipendi di poliziotti e carabinieri non è di destra. Sia chiaro che se nel 2007 non avessi fatto una scelta di autonomia, oggi sarei ministro. Ma nella mia vita le cose importanti sono sempre state coerenza e autonomia”. E all’insegna dell’autonomia Storace declina anche il discorso delle amministrative: “L’autonomia dei territori è un elemento fondante per La Destra per questo da Roma non abbiamo dato indicazioni sulle alleanze. I nostri dirigenti di Avellino sapranno cosa fare tenendo presente i nostri punti fermi: acqua pubblica, mutuo sociale, immigrazione”. E qualcuno dalla platea ricorda che nello scacchiere ampio del centro destra qui si aggira “lo spettro” di Ciriaco De Mita e Storace ironizza: “De Mita? Io ho profondo rispetto per la terza età, ma al tempo stesso credo che a 80 anni suonati potrebbe andare in pensione. La politica starebbe meglio. In ogni caso decidete voi qui”. Eppure mentre a Roma si decide con chi stringere alleanze qualche novella circola già qui in città, Francesco Pionati: “E voi come avete fatto a bucare la notizia?” risponde alla stampa e continua: “Beh io al momento non confermo niente. Posso dire però che Pionati rappresenta, soprattutto in Irpinia, un cambiamento forte rispetto a chi ha governato fino ad ora al fianco prima della sinistra e che oggi si ripropone per l’ennesima volta col centro destra. Pionati sarebbe un buon compagno di viaggio”.