Stati G. Gioventù, “Governo attento ma giovani siano più concreti”

17 marzo 2011

Il Consigliere Raffaele Perna, Capo Gabinetto del Ministero per la Gioventù, nell’ambito degli Stati Generali delle Politiche Giovanili tenutisi ieri ad Avellino, ha partecipato alla tavola rotonda sugli impegni che la politica assume per sostenere i giovani, rilanciando l’idea del prestito d’onore e gli aiuti economici e sociali che il governo ha messo in campo in favore delle giovani coppie. Il dottore Perna ha apprezzato il fatto che l’Amministrazione provinciale abbia organizzato la manifestazione il giorno precedente a quello fissato per festeggiare il 150esimo anniversario della nascita dello Stato italiano, che si realizzò proprio grazie a migliaia di giovani volontari, veri protagonisti del Risorgimento.
A proposito della formazione dei giovani studenti, Perna ha sottolineato l’efficienza della riforma Gelmini ed ha aggiunto che il sistema universitario non funziona correttamente nella parte in cui consente l’apertura di alcuni corsi di laurea che, nei fatti, non trovano concreti sbocchi occupazionali. Sollecitato da alcuni interventi provenienti dai giovani, il Consigliere ha fatto uno specifico riferimento al corso di laurea in scienza delle comunicazioni che non avrebbe realizzato gli obiettivi sperati. Ha parlato di nuove tecnologie come strumento di circolazione delle informazioni e di crescita anche sociale e culturale, evidenziando come nel volgere di pochi anni quel settore sia evoluto molto rapidamente trasformando di fatto la società ed il modo di essere delle persone. Il Capo di Gabinetto ha concluso confermando tutta la disponibilità del ministero e del governo per favorire il dialogo con i giovani e trovare insieme la soluzione ai loro problemi, ma li ha anche invitati a non inseguire i sogni, ed ha citato il mito di Icaro per sollecitarli a stare con i piedi per terra.

Di seguito poi si riporta il messaggio che il Ministro Giorgia Meloni ha trasmesso all’auditorium e alla platea intervenuta alla Banca della Campania.
“E’ con viva soddisfazione che saluto la manifestazione che Vi apprestare a celebrare in quanto momento di sintesi delle esperienze finora allestite sul territorio e occasione di programmazione per le azioni future. I temi oggetto della discussione sono vari e richiedono ampie riflessioni. Voglio soffermarmi proprio sulla comunicazione, vale a dire quel settore così importante per la crescita della società che fatica a sintonizzarsi sulle reali esigenze giovanili e che, soprattutto, sembra accorgersi delle nuove generazioni solo in chiave negativa. Infatti le uniche circostanze in cui i ragazzi conquistano gli “onori” delle cronache sono quelle in cui essa è nera o “grigia”: bullismo e delinquenza rischiano di rilevarsi uno specchio non veritiero di una intera generazione, buona per essere denigrata, inesistente quando va lodata. Quando ci sarà qualcuno che si preoccupa di raccontare le migliaia di quotidiane storie di “ordinario” disagio giovanile? E già, perché sono decine di migliaia i giovani che si impegnano nel volontariato a sostegno dei più deboli; sono migliaia coloro che appartengono alle Forze Armate e si trovano distanti da casa non solo per la quantità di chilometri ma, spesso, in un’altra era della civiltà per costruire e difendere pozzi d’acqua, ponti, ospedali, vitali per interi popoli; sono migliaia i ragazzi che si impegnano nello studio per qualificarsi; sono migliaia quelli che, in territori difficili, si prodigano per la promozione della legalità e il contrasto alle mafie; sono migliaia i giovani che allestiscono un progetto di vita familiare con le varie precarietà come uniche certezze. Nei mass-media non si ha quasi traccia di queste realtà che sono quelle prevalenti. Poi c’è la qualità della nostra comunicazione con i giovani nonché le modalità e gli strumenti utilizzati. Domani celebreremo i 150 anni della nascita dello Stato italiano, realizzazione del sogno unitario di tanti giovanissimi protagonisti del Risorgimento. Abbiamo presentato una mostra e un videogioco denominato Gioventù Ribelle, ideati per raccontare ai giovani di oggi l’epopea della vicenda risorgimentale. “Ci hanno tacciato di essere facinorosi. Pazzi. Gente che non ha nulla da perdere. Adesso che tutto è riuscito battono le mani e plaudono ai giovani eroi. In verità, abbiam vissuto fatti che sembrano usciti dalla fantasia di un romanziere”. Così scrisse un giovane volontario dei Mille garibaldini sul proprio diario. Evidentemente ci trasciniamo da secoli un problema di dialogo con le giovani generazioni che ancora non siamo riusciti a risolvere. A chi vuole essere protagonista della propria vitae del proprio destino è stato finora risposto con strade sbarrate da privilegi consolidati, da baronie e da egualitarismi post-sessantottini che hanno soffocato il merito e reso unitile il talento. Ora, finalmente, stiamo cercando di scardinare questi sistemi bloccati e rendere i giovani interlocutori privilegiati. Nonostante le contestazioni sono sempre più convinta che le riforme della scuola e dell’università, ad esempio, siamo fondamentali per la riconquista del primato del merito sulle baronie. “Diritto al Futuro”, il pacchetto di misure da 300 milioni di euro appena varato dal nostro ministero, ha proprio la scopo di sostenere decine di migliaia di giovani che hanno messo su famiglia e hanno un lavoro precario, che vogliono accedere ad un mutuo, che intendono avviare una impresa, che vogliono innovare e rendere proficua la propria creatività. E’ questo il modo di comunicare con loro: far percepire che ci si occupa di loro e che si è disposti a sostenerli cercando di rimuovere gli ostacoli culturali e pratici che ne impediscono l’affermazione”.(di Giulia Manzione)