Sport, Salute e tanta Passione, il Golf affascina gli Irpini.

Sport, Salute e tanta Passione, il Golf affascina gli Irpini.

28 marzo 2015

Il golf, uno sport che affascina sempre di più gli avellinesi e gli irpini che prediligono uno stile di vita salutista e pieno di charme. Ne parliamo con un giocatore di “lungo corso” come Dario Roberto e con Piero Mastroberardino, creatore del Mirabella Golf Club.

Qualcuno ricorderà la disavventura, avvenuta nel 2014 a due nubendi americani, che avevano scelto come location del matrimonio un golf club nelle Hawaii e furono costretti a rinviare le nozze perché il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama, ignaro, stava giocando proprio su quel “green” o il magnifico film di Robert Redford dal titolo “La leggenda di Bagger Vance” o Homer Simpson alle prese con mazze e buche in uno dei tanti episodi del cartoon di Matt Groening; in versione news, film o cartoon il golf è uno sport che sa sempre affascinare.

Le lunghe distese di prato, il silenzio che circonda lo “swing”, il rituale della scelta della mazza più adatta, l’agonismo che si veste di discrezione e si nutre di sussurri più che di grida, sono atmosfere poco diffuse nell’Italia centro-meridionale, ancor meno in Campania.

I giocatori avellinesi e irpini, perciò, erano soliti recarsi nei pochi campi esistenti fuori regione per allenarsi e gareggiare; non molti di numero ma appassionati come pochi, al punto di accettare qualche sacrificio pur di cimentarsi sul “green”.

“Quando ho iniziato, grazie a un amico barese, – ricorda il rivenditore di arredamento Dario Robertoandavo a Bari per allenarmi e giocare, poi abbiamo iniziato a recarci presso un campo a Castel Volturno e finalmente, è nato nella nostra Irpinia il Mirabella Golf Club, dalla passione del prof. Piero Mastroberardino che ha preso veramente sul serio questo sport. Il campo è molto ben tenuto e il percorso di gioco è interessante e impegnativo a causa della conformazione collinare del sito. Ora che è più facile praticarlo, consiglio il golf a tutti; per i giovani è educativo, per i più adulti è salutare. I costi, alla fine, sono quasi equivalenti a quelli di una palestra, si diventa soci del club con una quota annuale e poi si gioca gratis, volendo anche ogni giorno. Al club poi ci sono i maestri per imparare e una club house davvero accogliente, una SPA, un ristorante ed eleganti suite. Insomma tutto quello che serve per un piacevole soggiorno in Irpinia”.

All’interno della tenuta Mastroberardino, in località Piano Pantano Contrada Corpo di Cristo, lo splendore delle colline coltivate a vigneto e uliveto ospita, infatti, il lussuoso Radici Resort e il Mirabella Golf Club, il cui percorso, 3700 metri per nove buche omologate dalla Federazione Italiana Golf, è stato disegnato da Piero Mastroberardino partendo dalla conformazione naturale del luogo e in modo da rispettare al massimo il contesto paesaggistico delle colline.

Dall’incontro tra morfologia del sito e creatività dell’uomo nasce una mirabile esperienza di gioco, che unisce la difficoltà tecnica all’opportunità di una rinfrancante passeggiata tra le buche, incastonate come gemme all’interno delle aree coltivate o nel paesaggio naturale.

“L’idea del Mirabella Golf Club – dice Piero Mastroberardino nasce nella seconda metà degli anni 2000, quando decisi di avviare la costruzione di un resort, per valorizzare il turismo di collina in Irpinia collegandolo ai concetti di benessere e salutismo. All’interno di questa tenuta di circa sessanta ettari, abbiamo insediato il ristorante Morabianca, con lo chef irpino Francesco Spagnuolo, creato il Radici Resort e, poiché vi erano tre colline contigue e aree meno adatte alla coltura, il campo da gioco. Ero appassionato di golf da tempo e non solo per motivi sportivi; il golf nasce in un contesto culturale anglosassone nel quale il praticante si confronta con se stesso, con il percorso e, incidentalmente, anche con un avversario. Ciò che mi ha de sempre affascinato nel golf è che chi gioca valuta la propria performance attribuendosi, ove ne ricorrano i presupposti, anche delle penalità. Questa logica, molto poco latina, mi attirava perché penso che abbiamo bisogno di educarci al rispetto delle regole e alla responsabilità e che il golf può essere un modo per contaminare la nostra cultura con questi concetti. Volevo inoltre portare in Irpinia una forte caratterizzazione del turismo collinare che, a differenza di quello costiero delle altre zone della Campania, ha una voce più flebile. Portare qui un turismo legato al golf, diventava perciò l’opportunità di differenziare il nostro turismo collinare, collocarlo a un livello alto, coerentemente alla crescita della nostra ristorazione e al posizionamento sul mercato dei nostri vini”.

La consistenza del fenomeno golfistico in Campania non è di certo enorme, circa 700 tesserati in totale di cui circa 60 a Mirabella.

Un campo da golf, non è solo un luogo dove giocare, ma soprattutto una dimensione di socialità, che parte dal golf ma non si esaurisce nella sola pratica sportiva.

Sport senza età, il golf richiede una buona capacità atletica, giacché le condizioni del campo non sono mai identiche e una grande capacità di autocontrollo e di concentrazione da mantenere per un tempo anche lungo (quattro ore e mezzo circa per tutte le nove buche) il golf è anche un eccellente modo per conoscere nuovi appassionati con cui condividere il piacere di una partita.

“Al Club – conclude l’imprenditore atripaldese – abbiamo avuto il piacere di ospitare anche nomi conosciuti al grande pubblico come Lea Pericoli e Nicola Pietrangeli e Ascanio Pacelli che, a parte l’esperienza del Grande Fratello, è in realtà un istruttore federale. Questo è dovuto anche al fatto che da noi c’è un calendario di gare molto fitto, caso unico al Sud abbiamo due Tornei Pro Am, quest’anno ospiteremo gare dell’Audi Cup e della Volvo Cup, quella del FAI Fondo Ambiente Italia. Le gare portano qui diverse decine di partecipanti che si trattengono per tutto il weekend, persone che viaggiano programmando i loro itinerari sulla base della presenza di campi da golf e che viaggiano con la sacca da golf nel bagagliaio dell’auto”.