Sport e razzismo – Juary: “In Italia c’è cultura razzista”

20 aprile 2009

Gli insulti razzisti tristemente tornati alla ribalta della cronaca dopo i fatti di Torino di sabato sera, secondo l’ex attaccante biancoverde Juary sono ‘troppi’ e gli episodi sono ‘più gravi’ di quanto accadeva una ventina di anni fa. “Purtroppo c’é cultura razzista nel vostro calcio, e questo non fa bene allo sport, non fa bene a nessuno – ha spiegato Juary questa mattina a di ‘Radio Anch’io lo Sport’, storico rotocalco sportivo di Radio 1 condotto da Riccardo Cucchi e Filippo Corsini – Alla fine si tratta di poche persone, sono cose che non si capiscono. Purtroppo si tratta di persone non intelligenti che non meritano di entrare nello stadio”.
Il fenomeno è riesploso con violenza nel corso di Juventus-Inter, anticipo della trentaduesima giornata del campionato di Serie A, con i pesanti insulti dei tifosi bianconeri rivolti all’attaccante nerazzurro Mario Balotelli. “Io non me ne sono mai preoccupato in campo, sono rimasto sempre tranquillo – continua – e poi Balotelli è italiano. Cosa si prova? Si sta male, ma poi noi giocatori in campo cerchiamo di fare il nostro lavoro e fare felice la gente”. La soluzione secondo Juary potrebbe stare anche nel responsabilizzare di più gli stessi calciatori: “Fermare la partita – ammonisce – I giocatori devono prendono una posizione, i capitani devono fermare il gioco. Perché la prima cosa è il rispetto dell’uomo, della persona. Con il razzismo si manca di rispetto a tutti, anche alla nazione e al vostro bellissimo paese”.