SPECIALE UN ANNO DI SCANDONE/ Dal titolo d’inverno al “blocco” societario: il 2018 della Sidigas

SPECIALE UN ANNO DI SCANDONE/ Dal titolo d’inverno al “blocco” societario: il 2018 della Sidigas

1 gennaio 2019

Renato Spiniello – Si chiude con 33 vittorie, 22 sconfitte e 2 inusuali pareggi l’anno solare della Sidigas Avellino. E si chiude in crescendo, perché i biancoverdi, nonostante la perdita della stella Norris Cole e i problemi societari, hanno tirato fuori tutta la grinta che è mancata nella prima parte di stagione, battendo perfino la corazzata Olimpia Milano, finora senza “L” in campionato.

Ma che anno è stato per la Scandone? Innanzitutto è stato l’anno dei 70 anni di storia, celebrati magistralmente dal libro realizzato da Generoso Picone, Giovanbattista La Rosa e Giuseppe Matarazzo e titolato “L’Irpinia e il basket: i primi 70 anni della Scandone Avellino”.

Ma che anno è stato dal punto di vista sportivo? Difficile, nel mondo dello sport, tirare il bilancio di due metà diverse di stagioni. Ci proveremo, come sempre quando parliamo di palla a spicchi, partendo dai numeri. 57, come detto, le gare giocate, un quarto posto conquistato in Lega A, un cammino interrotto già alla prima fase in Coppa Italia e ai Playoff Scudetto, un cambio di guida tecnica e soprattutto uno storico titolo di campione d’inverno e un argento europeo. La Sidigas, anche nel 2018, si è confermata ai vertici della pallacanestro nazionale ed europea, seppur con la costante dell’amaro in bocca per diversi traguardi sfumati sul più bello, vedisi le Final Eight e il derby italiano con la Reyer Venezia nelle Finals di Europe Cup.

Con la stagione 2017/18 si chiude il triennio di Pino Sacripanti, che pur non avendo mai alzato un trofeo resterà l’allenatore più vincente della storia della Scandone, al suo posto l’esordiente in Serie A Nenad Vucinic. Alberani gli costruisce attorno un roster che “più gli si addice alla sua visione personale di pallacanestro”. Fuori i volti storici dell’era del canturino come Leunen e Parlato, dentro gli esordienti Costello e Sykes e gli esperti Green e Nichols.

La nuova Sidigas parte forte tra campionato e coppa ma alla lunga, causa infortuni e i primi tentennamenti societari, frena momentaneamente la corsa prima di riprenderla ad altissimi ritmi nel mese di dicembre, che i biancoverdi concludono agguantando il gruppone delle seconde in graduatoria alle spalle della sola Milano.

Le preoccupazioni tuttavia, legate alla crisi economica palesata dai dirigenti Sidigas, restano. Gennaio 2019, parafrasando lo stesso Nenad Vucinic, si appresta a essere “un mese cruciale per molte ragioni: vogliamo superare il turno in Champions e consolidare la posizione per le Final Eight, speriamo inoltre che dal punto di vista societario le cose si sblocchino per provare a sostituire Norris Cole”.